Le fogne allagano il piazzale del complesso residenziale

SAN VITO. Torna l’incubo degli allagamenti e sversamenti fognari nel complesso Borgo di Gualdo, a San Vito, dove vive una quarantina di famiglie. Nonostante il sequestro, lo scorso novembre, di due...
SAN VITO. Torna l’incubo degli allagamenti e sversamenti fognari nel complesso Borgo di Gualdo, a San Vito, dove vive una quarantina di famiglie. Nonostante il sequestro, lo scorso novembre, di due pozzi fognari del centro residenziale, la chiusura dei bypass illeciti realizzati tra la conduttura delle acque bianche e quella delle acque nere e le prescrizioni della Procura di Lanciano alla ditta che ha realizzato il complesso edilizio di effettuare lavori per il risanamento dei pozzi e il ripristino della corretta confluenza delle acque fognarie e meteoriche, ieri mattina l’annoso problema si è ripresentato in tutta la sua drammaticità. Il piazzale del complesso residenziale è stato completamente invaso da un lago putrido e maleodorante. Le famiglie hanno cominciato a temere il peggio già dal primo acquazzone serale e alle 8 la situazione era critica. Di qui la chiamata ai carabinieri forestali di Lanciano e del comando di San Vito, che sono prontamente arrivati sul posto assieme a una squadra della Sasi. Dagli accertamenti è emerso che il problema degli sversamenti non riguarda più soltanto le abitazioni di Borgo di Gualdo, ma tutto il quartiere dato che l’eccessivo refluo è finito nell’impianto di sollevamento di una vicina palazzina Ater. Le acque di fogna, miste a quelle meteoriche, sono poi confluite in una caditoia da poco realizzata nella struttura Ater per la raccolta delle acque piovane e da lì in un fosso naturale. Oltre al disagio delle famiglie e al grave problema igienico-sanitario si prospetta quindi anche l’inquinamento ambientale. A seguito delle ispezioni si è potuto riscontrare che l’eccesso di refluo proveniva proprio da Borgo di Gualdo. Si tratta di scarichi non trattati che vengono sversati tal quali nel fosso naturale e in piazzali, garage e locali commerciali delle vicine abitazioni. «In tutti questi anni, nonostante la condanna in sede civile della ditta e il recente sequestro della Procura non è stato fatto nulla», si sfoga un residente, «la situazione è al limite dell’invivibilità. Abbiamo contattato la Protezione civile e presto sottoporremo una nuova relazione alla Procura. Chiediamo inoltre l’intervento dell'ufficio Grandi rischi della Regione Abruzzo perché, come accertato anche dall’Arta, si è scoperto che sotto il condominio ci sono dei pozzi a dispersione, vietati dalla legge e che, sversando acque a 30 metri nel suolo, possono creare dilavamenti e pericolosi cedimenti e danni strutturali. Già un giardino è sprofondato di qualche centimetro e si notano crepe negli appartamenti. Oltre al pericolo igienico sanitario c’è anche quello strutturale».
Daria De Laurentiis
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