Le foto incastrano i due arrestati Per la ragazzina un vero incubo

Vasto. Violenze sessuali e ricatti: i legali della difesa chiedono al Riesame di applicare i domiciliari L’avvocato della minorenne: la mia assistita ha bisogno di serenità dopo due anni tremendi
VASTO. Atti sessuali e ricatti. La posizione dei due giovani arrestati a inizio settimana è al vaglio dei magistrati. Erano convinti di avere in mano un’arma che li rendeva invincibile. Ora ad accusarli è proprio quell’arma: le foto. Le immagini degli incontri che il giovane imponeva a lei e poi riprendeva, sono state recuperate dai carabinieri dagli smartphone degli accusati. Sono immagini che raccontano l’inferno vissuto dalla ragazzina per due anni. Adesso che la scuola è finita, la famiglia della ragazza sta pensando di portare la sedicenne fuori Vasto per un periodo di vacanza. Una vacanza dovrebbe aiutarla a recuperare la serenità perduta. I legali di lui, il suo ex fidanzatino divenuto aguzzino, hanno presentato al Riesame la richiesta dei domiciliari. «Non ci sono esigenze cautelari per mantenerlo nell’istituto minorile», dice l’avvocato Antonello Cerella che con il padre Giovanni assiste il ragazzo. La custodia a casa permetterebbe al ragazzo di studiare, recuperando i crediti scolastici ed evitando una bocciatura. E c’è attesa per l’ordinanza che il gip di Roma che ha interrogato gli arrestati per rogatoria trasmetterà alla collega dell’Aquila.
La posizione del giovane e del suo amico finito in manette con lui è delicatissima. Un decreto legge ha introdotto nel 2009 l’obbligatorietà della custodia cautelare in carcere per i delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale, atti sessuali con minorenne e violenza sessuale di gruppo, e ciò in presenza di gravi indizi di colpevolezza a carico del presunto autore del reato. Come detto in mano ai giudici c’è molto materiale probatorio: le foto, ma anche i messaggi mandati a lei. Alcuni dei quali sono stati inviati alla ragazza mentre si trovava in caserma, dai carabinieri, a denunciare il suo inferno.
E intanto le indagini proseguono senza sosta. Anche fuori Vasto. Due giovani della comitiva di lui e che avrebbero assistito ad alcuni incontri degli arrestati con lei non sarebbero di Vasto. Al momento i carabinieri stanno valutando la posizione di sette giovani. Nessuno di loro è indagato. Le bocche degli investigatori, trattandosi di minori, sono cucite. La famiglia della ragazza spera che sulla vicenda cali al più presto il sipario. «La sedicenne ha solo bisogno di pace e serenità», conferma il legale della famiglia, Fiorenzo Cieri. «Dal giorno della denuncia lei sta meglio, ma la strada per riacquistare la serenità perduta è lunga. Due anni come quelli che ha trascorso hanno rischiato di rovinarle per sempre l’esistenza. Ma è stata brava a denunciare», ha detto Cieri ribadendo l’auspicio che il giudice disponga l’incidente probatorio evitando alla vittima di essere ascoltata in una aula di giustizia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

