Le maglie dell’Impavida e della Juve sulla bara di Maranca

ORTONA. Chiesa piena e folla rimasta fuori, ieri pomeriggio, pur di salutare Marco Maranca morto domenica, all’ora di pranzo, all’hospice di Torrevecchia Teatina, sconfitto da un male che si è...
ORTONA. Chiesa piena e folla rimasta fuori, ieri pomeriggio, pur di salutare Marco Maranca morto domenica, all’ora di pranzo, all’hospice di Torrevecchia Teatina, sconfitto da un male che si è scoperto incurabile. Un male manifestatosi a novembre e che l’ha consumato in pochi mesi. C’erano amici, parente e conoscenti. Centinaia di persone per l’operaio di un’azienda di Atessa - in precedenza aveva lavorato anche a Chieti Scalo - che negli anni Ottanta e Novanta è stato il capo ultrà dell’Impavida pallavolo Ortona. Un ortonese doc cresciuto nel quartiere che fa capo alla parrocchia di Santa Maria delle Grazie dove alla fine degli anni Sessanta ha mosso i primi passi anche l’Impavida e dove ieri si sono celebrati i funarali.
Una terribile malattia l’ha portato via nel giro di pochi mesi, lasciando soli la moglie Maria Assunta e i figli Rocco e Maria Vittoria.
Maranca, 60 anni compiuti nel luglio scorso, era conosciuto nel mondo dello sport cittadino, anche se da anni non frequentava più palazzetto e campo di calcio.
Per anni, infatti, ha guidato i cori al palasport quando giocava in casa l’Impavida, oggi sponsorizzata Sieco e militante in serie A2, e gli spalti erano gremiti in ogni ordine. Erano i tempi dei derby Ortona-Lanciano molto sentiti all’epoca. E proprio una maglia dell’Impavida è stata messa sul feretro in chiesa. Davanti la maglia dell’Impavida e dietro quella della Juventus, altra passione di Marco Maranca.
Personaggio popolare, ma mai sopra alle righe. Da diversi anni si era allontanato dal mondo dello sport per dedicarsi alla famiglia.
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