Le mamme in prima linea per dire no al sansificio

Treglio. Cartelloni e mascherine in strada, alla protesta anche i bambini Assente la politica, giustificato il sindaco: è all’Aquila per incontrare la Regione
TREGLIO. Sono le donne la forza di Treglio, il primo argine a quel sansificio che non smette di fumare, impesta l’aria e rende difficili i loro sonni, asmatici i loro bambini, brutte le loro giornate, precaria la loro salute. Sono soprattutto le donne ad aver risposto all’invito per il presidio spontaneo davanti all’ingresso del sansificio Vecere. Hanno dipinto cartelloni, comprato palloncini neri e mascherine, fatto torte e informato i bambini che ieri, al posto di stare in classe, nella stessa scuola dove non possono frequentare il giardino a causa di quel fumo nero e acre che li fa tossire, sono in strada con le loro mamme a soffiare nei fischietti e a prendere coscienza che qualche volta bisogna lottare anche per un’azione vitale come respirare. Ci sono mamme, nonne, mogli, ragazze, donne adulte. Manca il consiglio comunale, ad eccezione del consigliere di minoranza Gaspare Biraghi e del sindaco, impegnato proprio sulla questione sansificio all’Aquila in un incontro con la Regione. C’è chi racconta di un’adenoma sottomantibolare, chi di un tumore al seno, chi di essere ancora sotto chemioterapia, chi si è ammalata insieme al marito e alla figlia e ha perso entrambi i genitori, chi ha paura di aprire le finestre, chi ha i bambini asmatici o malati. È per questo che combattono le donne: la salute. Lo fanno con più rabbia rispetto agli uomini perché, dicono, in loro scatta l’istinto primordiale di difesa della vita, del focolare domestico, dei figli. Non c’è un nesso di causalità ed effetto tra l’aria che da decenni impesta Treglio e le persone che a centinaia continuano ad ammalarsi e a morire. «Sarebbe necessaria un’analisi epidemiologica ad ampio spettro sia dal punto di vista delle aree esaminate che nel tempo», interviene il pediatra Luigi Marchione che tanti di quei bambini asmatici li ha come pazienti, «sappiamo però che la dispersione di polveri sottili è estremamente dannosa per l’organismo umano, ecco perché sarebbe necessario, e peraltro costituisce un dovere istituzionale, che l’Arta analizzasse la dispersione reale di queste microparticelle». I cittadini di Treglio sono esausti. L’autorizzazione concessa dalla Procura a rinnovare la campagna olearia per il 2016-2017 è stata interpretata come una beffa. «Non abbiamo prove che siano state apportate migliorie tecniche», commenta Alessandro Lanci di Nuovo Senso Civico, «ma sappiamo che l’inquinamento dell’aria provoca 80mila morti all’anno in Italia. Con la salute non siamo più disposti a scherzare». Mentre entrano ed escono dal sansificio (ieri spento) camion carichi di sansa, i manifestanti mettono in piedi una raccolta firme da consegnare al sindaco Massimiliano Berghella per delocalizzare l’impianto. In pochi minuti sono già oltre 200 i nomi sul foglio. E dall’Aquila, dove il primo cittadino ha incontrato i rappresentanti della Regione, Lolli e Mazzocca, assieme al tecnico del Comune, Tommaso Giambuzzi, arriva una bella notizia. «La conferenza dei servizi del 31 ottobre per autorizzare le attività del sansificio per altri 15 anni non ci sarà», spiega Berghella, «verrà convocata a data da destinarsi fino a che il Comune non esprime il parere della Valutazione di incidenza ecologica». È un primo piccolo spiraglio in una battaglia che dura ormai da troppi anni.
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