«Le opere pubbliche in eredità dal Pdl? Solo guai e Prg fermo»

LANCIANO. «Bene Leo Marongiu, l’opposizione invece ha perso la bussola». È botta e risposta tra la maggioranza e i consiglieri di centrodestra. Alla richiesta di dimissioni per l’assessore Valentino...
LANCIANO. «Bene Leo Marongiu, l’opposizione invece ha perso la bussola». È botta e risposta tra la maggioranza e i consiglieri di centrodestra. Alla richiesta di dimissioni per l’assessore Valentino Di Campli, “reo” di non aver saputo fornire delucidazioni in commissione sulla convenienza finanziaria dell’affidamento in house alla EcoLan del servizio di igiene urbana, il segretario del Pd, Leo Marongiu, aveva replicato ricordando alla minoranza di essere rimasta in silenzio di fronte all’approvazione del bilancio consuntivo. L’opposizione ha contrattaccato accusando la maggioranza di mancanza di idee e progetti chiari per la città, di cui gli unici in via di realizzazione sarebbero quelli ereditati dalle passate amministrazioni.
«Bene ha fatto il segretario Marongiu a rispondere con fermezza alle opposizioni», controreplicano in una nota il capogruppo del Pd Lanciano, Maria Saveria Borrelli, e i consiglieri Angelo Laccisaglia, Antonio Bianco e Giuseppe Ferrante, «gradiremmo invece capire com’è stato possibile con il 52% del voto dei lancianesi sedere nei banchi dell’opposizione. La verità è che la minoranza non sa tenere nemmeno i conti elettorali ed è questo il motivo per il quale non ha nemmeno provato a commentare in aula il bilancio consuntivo 2014, approvato senza batter ciglio».
Al di là della polemica sul rendiconto, sono altre le questioni in ballo, visto che fra un anno i cittadini torneranno alle urne.
«Di quali opere lasciate in eredità si parla?», continuano i consiglieri di maggioranza, «forse un’eredità sognata ed immaginata ma mai concretizzata? Le uniche eredità riguardano un appalto critico per i rifiuti, gli acconti per il nuovo cimitero con lavori mai iniziati ed un Prg non approvato, che è stato tenuto fermo per 15 anni nei cassetti per litigi e contrasti interni che hanno paralizzato Lanciano nel momento in cui si stava investendo nell’edilizia, mentre altre città, anche vicine, si sono sviluppate. Oppure», va avanti la nota, «eredità politiche come uomini eletti all’opposizione e poi diventati assessori di maggioranza? Lanciano sta cambiando, iniziano a vedersi i frutti del lavoro della giunta del sindaco Mario Pupillo e questo dà fastidio». (s.so.)
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