Le presidi delle scuole superiori: «Ritorno nelle aule in sicurezza»

Di Renzo (liceo classico): «Sistema di rotazione tra chi seguirà le lezioni a distanza e chi in presenza» Solipaca (scientifico): «Le classi non saranno divise». Stigliani (Galiani): «A casa i ragazzi soffrono»
CHIETI. Scuole al lavoro per preparare in rientro in aula. Dal 7 gennaio torneranno in classe anche gli studenti delle superiori, per cui sono previste lezioni al 50% in presenza, con l’obiettivo di arrivare gradualmente al 75%, soglia prevista dal precedente decreto del presidente Consiglio prima di decidere l’ulteriore restrizione. In città rientreranno 3.449 studenti con entrate scaglionate per evitare assembramenti. E per le presidi – a Chieti sono tutte donne – non è stato facile barcamenarsi tra le novità dell’ultima ora, soprattutto per quanto riguarda i doppi turni, con il relativo problema dei trasporti pubblici.
CLASSICO E ARTISTICO Per rispettare la prescrizione della presenza di metà studenti a lezione, al Vico e al Nicola da Guardiagrele la preside Paola Di Renzo ha escogitato un sistema di rotazione settimanale tra le sezioni. Ingressi e uscite sono suddivisi in due gruppi. In particolare due turni di ingresso alle 8 e alle 9,30 e due turni di uscita alle 12,30 e alle 14, con riduzione oraria e recupero delle frazioni orarie non svolte in didattica digitale integrata. Un’altra novità sarà la riduzione dell’orario della lezione che non sarà più di un’ora, ma al Classico e all’Artistico di 40 minuti. Le frazioni orarie verranno recuperate attraverso la didattica a distanza, oppure attraverso la presenza al pomeriggio o al sabato mattina.
SCIENTIFICO «Ho pronti entrambi i piani di rientro: sia per la presenza del 50% degli alunni, sia per quella del 75%». La dirigente scolastica del Masci Sara Solipaca non vuole farsi trovare impreparata in un momento in cui le decisioni sono appese al filo dei dati sui contagi. L’ultima ordinanza del ministero della Salute del 26 dicembre prevede un rientro al 50%, mentre il decreto del presidente del Consiglio dei ministri di inizio dicembre parlava di un rientro al 75%. «Siamo ancora in attesa di indicazioni definitive del ministero dell'Istruzione e da quello della Salute e degli esiti del tavolo prefettizio sui trasporti, al quale sono stati comunicati tutti i dati sulle provenienze degli studenti pendolari», sottolinea la preside. Sui 700 studenti del Masci, 330 arrivano da fuori città e per i doppi turni sono previste doppie corse dei bus. Solipaca ha ideato un sistema per cui, pur rispettando la prescrizione del 50% degli alunni a scuola, ha previsto che la classe non venga suddivisa: «Al Masci abbiamo lavorato sulle annualità, preservando il gruppo-classe», dice a riguardo.
GALIANI-DE STERLICH Anche nei due istituti tecnici presieduti da Candida Stigliani si era partiti da un piano di rientro che prevedeva una presenza del 75% degli studenti con ingressi e uscite scaglionate a distanza di un'ora e trenta minuti per consentire ai mezzi pubblici di effettuare corse aggiuntive. Piano che ora andrà limato per prevedere una presenza del 50% degli studenti. Anche al Galiani-De Sterlich si era pensato alla durata delle lezioni da ridurre a 45 minuti e a turnazioni per permettere a tutti gli studenti di frequentare. «I nostri studenti», ha detto la preside, «nell’assemblea del 23 dicembre scorso sono stati informati del piano predisposto e anche dell’ipotesi di effettuare le modifiche che si rendessero necessarie. I protocolli adottati a settembre hanno funzionato pertanto saranno applicati per tutto l'anno scolastico confidando nel già dimostrato senso di responsabilità degli studenti, di tutto il personale e delle famiglie. Il rientro tuttavia non viene deciso dalle istituzioni scolastiche ma è direttamente dipendente dalla curva dei contagi. La speranza è quella di sostituire l'attuale didattica a distanza con la didattica integrata ossia per una parte in presenza e una a distanza. I benefici», ha sottolineato la preside, «sarebbero enormi sul piano dell'insegnamento, dell'apprendimento, della valutazione e della socialità. Gli studenti delle classi seconde al pari degli studenti delle classi prime hanno sofferto maggiormente la mancanza della scuola in presenza».

