Le reti idriche all’Ersii e le tariffe aumentano

CHIETI. Passaggio delle reti idriche comunali all’Ente regionale per il servizio idrico integrato (Ersii) con la gestione del servizio affidato ad Aca spa, la giunta comunale predispone la delibera...
CHIETI. Passaggio delle reti idriche comunali all’Ente regionale per il servizio idrico integrato (Ersii) con la gestione del servizio affidato ad Aca spa, la giunta comunale predispone la delibera ma scoppia la bagarre durante i lavori della commissione lavori pubblici che ieri mattina si è riunita congiuntamente alla commissione bilancio.
I consiglieri di maggioranza si sono riservati il voto della delibera in consiglio che, con ogni probabilità, si terrà in prima convocazione lunedì o, al massimo, martedì.
La minoranza, di contro, ha votato contro lanciando strali contra l’amministrazione guidata dal sindaco Umberto Di Primio.
«Il passaggio delle reti idriche era già stato deliberato nel 2013 nelle more dell’istituzione dell’Ersii. Questa delibera», attacca Luigi Febo, consigliere del Pd, «non serve in quanto la precedente delibera non è stata osservata né dalla Regione né dall’ente d’ambito. Inoltre le bollette verranno triplicate e la cittadinanza sarà costretta a pagare i debiti cumulati dal gestore Aca».
Non è così per il Comune. «Il passaggio», ribatte Raffaele Di Felice, assessore ai lavori pubblici, «è un obbligo di legge in quanto la Regione, in data 27 ottobre, ci ha inviato una diffida perentoria in cui ci ha chiesto di definire il passaggio all’Ersii, pena la nomina di un commissario ad acta. Non è vero che i costi delle utenze saranno triplicate. Anzi, l’ente si sgraverà di molte incombenze».
Una tesi che, però, non sembra aver convinto neppure i consiglieri di maggioranza che, a margine della commissione congiunta di ieri, si sono riservati il voto della delibera in aula al pari del Movimento 5 Stelle.
«Vogliamo vederci chiaro e capire se è possibile migliorare il partito di delibera. Gli aumenti sulle bollette idriche», afferma Ottavio Argenio, capogruppo dei cinque stelle, «ci saranno ma saranno contenuti se non si consumeranno più di 100 metri cubi di acqua all’anno. Nelle fasce successive, invece, si arriverà a pagare quasi 2 euro a metro cubo di acqua».
Il più battagliero in commissione è stato Bruno Di Paolo. Il capogruppo di Giustizia sociale tuona. «Il Comune paga la sua acqua all’Aca da almeno sette anni e non si sa perché. Inoltre con questa delibera», incalza Di Paolo, «si caricheranno i cittadini di Chieti dei debiti milionari di Aca»
In delibera, poi, non è specificato che fine faranno i dipendenti impiegati dal Comune nel servizio acquedotto. Con ogni probabilità passeranno in comando, per due anni, ad Aca. (j.o)
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