«Le royalties si usino per diminuire le tasse»

Desiati (Vasto 2016): il ristoro economico delle estrazioni petrolifere in Adriatico vadano ai comuni
VASTO. «Estrazioni petrolifere ineluttabili? Le royalties vengano incassate dai comuni ed utilizzate per diminuire la pressione fiscale su famiglie e aziende». A proporlo è Massimo Desiati, portavoce dell’intergruppo consiliare “Vasto 2016” che, nel ribadire la propria contrarietà alle trivelle in Adriatico, chiede che al danno ambientale, non si unisca anche la “beffa” di un mancato ristoro economico per il territorio che dalle trivellazioni subirà ripercussioni negative in termini ambientali e turistici.
«La paventata ineluttabilità di una realtà che va costantemente combattuta in ogni luogo istituzionale ma che, nonostante la forte e giusta contrarietà della popolazione, a breve, potrà veder comparire altre piattaforme nel mare prospiciente la costa abruzzese e quella vastese impone importanti riflessioni», è la premessa di Desiati, «oltre a doverosi interventi di natura politica affinché, nel momento in cui si dovessero subire definitive e nefaste decisioni, vengano modificati i criteri di ripartizione delle royalties, oggi appannaggio dello Stato e della Regione Abruzzo. La royalty, a maggior ragione nel caso specifico delle estrazioni petrolifere, oltre a rappresentare una somma di denaro legata allo sfruttamento, a fini commerciali e di lucro, di beni considerabili pubblici, rappresenta un elemento di ristoro economico preventivo per quelle zone che, dall’attività così esercitata da privati, subiscono, anche solo potenzialmente e senza voler entrare, quindi, in pur legittime considerazioni legate alla sicurezza degli impianti, un danno della propria immagine ambientale, soprattutto se legata agli aspetti dell’offerta turistica dei territori. Riteniamo, pertanto indispensabile», sottolinea il portavoce di “Vasto 2016”, «se dovesse sciaguratamente concretizzarsi il progetto di estrazione petrolifera, di fatto voluto, in primis, dal Partito democratico, che i comuni della costa abruzzese, a partire da quello di Vasto, si facciano immediatamente interpreti della richiesta di modifica della legge nazionale, affinché essi siano ricompresi, a pieno titolo, nella ripartizione percentuale delle royalties per le estrazioni a mare, così come avviene per le estrazioni a terra, oggi invece spettanti ai soli Stato e Regione. I limiti di confine a mare dovrebbero essere stabiliti considerando tali quelli a terra, ben individuabili, relativi alla regione ed ai singoli comuni».
Per l’esponente dell’opposizione «le somme così incamerate permetterebbero il sostanzioso abbattimento, se non il totale annullamento, delle imposte comunali che i cittadini pagano per Tari, Tasi, Imu e per gli altri tributi che gravano sul bilancio economico di famiglie ed aziende. Se ciò non avvenisse, al danno si unirebbe la beffa», conclude il consigliere comunale.
Anna Bontempo
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