Le salme in tour prima di essere cremate

L’obitorio dell’ospedale San Pio non preleva campioni biologici. Esami a Chieti, poi il rientro a Vasto
VASTO. Sanità: cresce il fiume di utenti costretti ad andare fuori città. Non solo da vivi. «Anche le salme non hanno pace», segnala il vice sindaco di Vasto, Giuseppe Forte, che subito dopo spiega il motivo. «L'obitorio dell’ospedale San Pio non è attrezzato per eseguire autopsie e prelievi di campioni biologici sui deceduti che, fra la tumulazione e la cremazione, hanno scelto quest'ultima. Accade quindi che la salma debba fare un vero e proprio tour prima di poter essere cremata».
Le trasferte inevitabilmente allungano i tempi e fanno lievitare i costi. Le agenzie funebri raccolgono quotidianamente le proteste dei cittadini. Altri chiedono aiuto al Comune. La questione qualche giorno fa è stata portata all'attenzione del direttore generale della Asl, Chieti-Lanciano-Vasto, Thomas Schael, dal comitato ristretto dei sindaci. A rappresentare il Comune di Vasto è stato il vicesindaco Giuseppe Forte. Pare che la Asl abbia promesso di trovare una soluzione. «È quello che ci auguriamo tutti», dice Forte. «Non è giusto che dopo la morte chi sceglie la cremazione debba essere trasferito a Chieti per l’effettuazione del prelievo di campioni biologici ed annessi cutanei, previsto dall’art. 3. della legge 130 del 2001. Poi debba essere riportato a Vasto per le esequie e quindi ripartire per la località dove è possibile eseguire la cremazione».
Al momento nel Vastese non è possibile fare la cremazione. Le salme vanno in Campania o nelle Marche. «Se almeno», dice Forte, «prelievi e controlli post mortem potessero essere fatti al San Pio, i parenti del defunto eviterebbero un vero e proprio tour».
Le condizioni dell'obitorio del San Pio sono state più volte segnalate alla Asl. Il problema esiste da anni ma tutte le richieste sono sempre state ignorate. La camera settoria è assolutamente inadeguata. Non è allestita allo scopo, manca di attrezzature e persino di acqua. Proprio per questo le salme vengono trasferite al policlinico di Chieti. Davanti alle proteste di alcuni cittadini, qualche anno fa la Asl rispose che stando all'articolo 12 del regolamento di polizia mortuaria i Comuni devono partecipare all'allestimento. Alla politica poi il compito di realizzare in Abruzzo un forno crematorio. I sindaci sono pronti a fare la loro parte purché la Asl ristrutturi un servizio che da molti decenni è stata dimenticato. A confermare l'esasperazione dei cittadini sono le agenzie di onoranze funebri. Le trasferte hanno un costo. Il trasporto a Chieti con ritorno a Vasto fa lievitare le spese di un funerale.
«In periodi di crisi come quello che stiamo vivendo molte famiglie sono in difficoltà. Spero», conclude il vicesindaco Forte, «e con me tutti i sindaci che hanno partecipato alla riunione con il manager Asl, che il problema venga affrontato davvero una volta per tutte».
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