Le sponde del Foro diventano una discarica

Villamagna. Calcinacci, medicine e cumuli di plastica abbandonati a un passo del corso d’acqua
VILLAMAGNA. Calcinacci, pezzi di mattoni e altri scarti di cantiere. E poi lattine, bottiglie di plastica e addirittura medicinali. È quanto viene abbandonato, sempre più spesso, sulle sponde del fiume Foro. Il tratto interessato è quello che attraversa il comune di Villamagna. Secondo i residenti, nell’acqua del fiume si intravede anche della schiuma, probabilmente a causa delle polveri di calce e cemento. Una brutta abitudine, quella di trasformare le zone verdi in discariche, diffusa un po’ ovunque, ma che ora inizia a preoccupare i cittadini. Il timore di molti, infatti, è che nella moltitudine di rifiuti edili possano trovarsi anche tracce di amianto. Una paura comprensibile di fronte alle cataste di muri in frantumi, da cui spuntano anche i ferri delle armature: un pericolo per chi si avvicina visto che ormai il cumulo di materiali è inglobato dalla vegetazione selvaggia. A ogni pioggia, l’immondizia dilavata rischia di finire nel Foro.
La situazione non migliora neanche avvicinandosi all’acqua: pezzi di controsoffittature, sacchi vuoti di prodotti per l’edilizia e plastiche, del tipo utilizzato per coprire mobili e pavimenti durante i lavori, sporche di vernice secca e di residui formano una specie di cascata d’immondizia che parte dall’argine superiore del fiume per poi finire nelle acque. Gli scarti delle ristrutturazioni si lasciano lungo il fiume. Ciliegina sulla torta è l’arrangiata messa in sicurezza di un canale: paletti, alti circa un metro, e un nastro rosso e bianco di sicurezza, in pratica nulla in grado di evitare che vi venga riversato dentro di tutto. «È assurdo», dice un cittadino, «mi capita di venire qui con il mio cane e ogni volta la situazione diventa peggiore, in passato hanno lasciato qui anche una lavatrice, la cura del fiume è già scarsa, se ci buttiamo dentro anche i rifiuti è finita».
Un punto, quello della cura della zona fluviale, che solleva molti interrogativi, anche perché quella del Foro non è l’unica zona fluviale dove viene lasciata immondizia, una situazione simile, sempre a Villamagna, si registra lungo le sponde del torrente Serepenne, piccolo affluente del Foro dove ormai incontrare buste piene di ogni genere d’immondizia, dalle bottiglie di plastica agli scarti di cucina, è diventato normale per gli agricoltori che lavorano nella zona e per chi sceglie l’area del fiume per andare a fare esercizio fisico.
Nelle scorse settimane, l’ufficio del sindaco Sisofo ha provveduto a diramare un comunicato ufficiale, attraverso il quale la cittadinanza era invitata a segnalare qualsiasi informazione utile per individuare i responsabili del degrado nelle aree verdi. Al momento però non sono state ancora ricevute segnalazioni. Continuano invece le lamentele sull’assenza di sorveglianza e di manutenzione, eccezion fatta per i cartelli con la scritta “vietato gettare rifiuti” che però, al momento, appaiono più che altro una beffa per chi scende al fiume per una passeggiata nella natura.
Mauro Rutolo
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