Le torri di Piazzano Dopo dieci anni i lavori sono al palo

5 Gennaio 2015

L’impresa di Moscufo che doveva realizzarle è fallita A marzo doppia udienza dai giudici di Lanciano e Pescara

ATESSA. Più che di “grande incompiuta” sarebbe il caso di definirla “la mai incominciata”, è il centro direzionale di Piazzano, opera che doveva cambiare il volto della Val di Sangro. A marzo ci saranno due udienze, una nel Tribunale di Lanciano e l’altra in quello di Pescara, giudice delegato al fallimento; si deve decidere la restituzione della fideiussione e del terreno al comune di Atessa, ma i Tribunali scaricano uno sull’altro le eventuali competenze in merito alle decisioni.

LA STORIA INFINITA. Il primo progetto del centro direzionale è del 2004, sindaco Giuseppe Cellucci: due torri alte 28 metri, diverse strutture che si dovevano sviluppare su 6.500 metri quadri e 28mila metri cubi, uffici, sala polifunzionale da 250 posti, appartamenti, servizi, uffici comunali dislocati. Il progetto fu salutato come «Una risposta alle diverse esigenze manifestate in più occasioni dagli operatori economici presenti sul territorio, in grado di migliorare il tessuto urbanistico di Piazzano». L’area sulla quale doveva sorgere il complesso è situata tra la rotonda di Piazzano e la pista ciclabile dell’ex tracciato ferroviario, ed è di proprietà comunale.

IL PROGETTO. Il progetto realizzato da Carlo Terpolilli dell'università di Firenze, per la sua importanza è stato presentato all'università dell'Aquila durante un seminario d’architettura contemporanea.

DITTA VINCITRICE. La ditta che vinse l’appalto fu l’Europiemme s.r.l. di Moscufo, essa si è impegnò a versare al Comune la somma di 150mila euro, oltre alla cessione di parcheggi, spazi verdi, una piazza e di un locale di 600 metri quadri. Il cantiere fu aperto a maggio del 2007 a ridosso delle amministrative. Da allora nulla è stato più fatto, solo una grande gru svetta solitaria a ricordo delle buone intenzioni. A giugno del 2008 l’Europiemme firma l’atto di compravendita con il Comune di Atessa, diventando proprietaria del terreno sul quale doveva sorgere il centro. Il prezzo della cessione del terreno, complessivamente circa 9mila metri quadri d’area edificabile, è stato di 1 milione e 200 mila euro.

CANTIERE. Entro sei mesi dalla stipula del contratto sarebbero dovuti iniziare i lavori. Il contratto prevedeva la riconsegna delle opere destinate al Comune entro giugno 2010 pena il pagamento di una fideiussione da 1milione di euro oltre alla restituzione del lotto di terreno.

CARTE BOLLATE. A febbraio 2013 la Giunta comunale deliberato la risoluzione della convenzione-contratto con l’Europiemme appaltatrice dei lavori. Intanto don Claudio Pellegrini, parroco di Monte Marcone, a giugno 2013 celebra una messa a ridosso del cantiere affinché un aiuto possa arrivare anche “dall’alto”. Settembre 2013 l’Europiemme dichiara fallimento. Ciò ha comportato un’interruzione del giudizio al Tribunale di Lanciano e tutto si è spostato presso il Tribunale di Pescara, dove è stato fissato l'esame dello stato passivo e della restituzione dei crediti. A luglio 2014 c’è stata una definizione transattiva della controversia con la Compagnia Italiana Assicurazioni e nelle casse comunali entrano 850mila euro in un'unica soluzione.

REAZIONI. «Siamo in una fase di stallo tra i due tribunali» dice il vice sindaco Vincenzo Pellegrini «che sta bloccando anche il pagamento transattivo da parte della Compagnia Italiana delle Assicurazioni. Speriamo che a marzo si arrivi a una conclusione e rientriamo in possesso della fideiussione e dei terreni, noi comunque non ci fermiamo ed entro questa primavera bandiremo un concorso d'idee per quell'area».

Matteo Del Nobile

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