Le ultime parole a Marinucci «Sono pronto e preparato»

21 Settembre 2016

CHIETI. «Sono pronto, più che preparato: farò ciò che serve», queste sono alcune delle tante parole che Nando Marinucci, di Torrevecchia Teatina, ricorda di don Danilo Belotti. «Ci siamo visti l’ulti...

CHIETI. «Sono pronto, più che preparato: farò ciò che serve», queste sono alcune delle tante parole che Nando Marinucci, di Torrevecchia Teatina, ricorda di don Danilo Belotti. «Ci siamo visti l’ultima volta nel reparto di Neurochirurgia a Chieti, era sereno, ci siamo lasciati con un sorriso, il suo sorriso», dice Marinucci che continua: «È stato un grande uomo, atipico per questi tempi, di grande spiritualità con una capacità di interpretare le necessità delle persone. Il suo messaggio è stato profondo, vero, un invito alla conversione. Un carisma attraente che era poggiato su due pilastri: l’adorazione eucaristica e la mariologia». Don Danilo aveva amici in diverse Regioni che lo seguivano nei suoi momenti di preghiera o nei suoi pellegrinaggi a Medjugorje. «Ha accettato la malattia in modo dignitoso fino alla fine e si è curato», aggiunge Marinucci. «La Chiesa ha perso un grande apostolo, un grande cercatore di Dio. Don Danilo in qualunque volto vedeva quello di Dio e donava tutto se stesso. Chi ha conosciuto e amato la sua attività pastorale può ritenersi fortunato, gli altri avranno sicuramente tempo per conoscere il suo profondo messaggio, ma soprattutto un autentico sorriso di un testimone dei nostri tempi».

Don Danilo arrivò a Chieti diversi anni fa e uno dei suoi primi incarichi fu di occuparsi dell’ospedale. Lì l’ha conosciuto Marco Masciulli, di Chieti. «Ha iniziato una collaborazione con alcune suore di Chieti Scalo, poi è andato a Scerne di Pineto e quindi a Torrevecchia», racconta Masciulli che aggiunge: «Il suo carisma si è sviluppato grazie a Medjugorje, è stato un evangelizzatore carismatico, un padre spirituale di molte persone. L’ho visto per l’ultima volta due settimane fa, lo ricordo sereno».

Don Danilo ha creato anche un gruppo di preghiera, Apostoli della Croce, aperto a tutti quelli che desiderano approfondire e coltivare la propria fede attraverso l’adorazione eucaristica, punto centrale della spiritualità del giovane sacerdote che è stato figlio obbediente alla Madonna, attento cultore della liturgia e della musica sacra. Era diplomato al Conservatorio. (m.d.n.)

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