Legalità, Cogliandro lo chef antiracket domani alla Chiarini
CHIETI. Educare alla legalità significa comprendere il rispetto dei diritti. Domani, nell’auditorium della scuola “Chiarini” dalle 9,30, lo ricorderà attraverso la sua testimonianza lo chef e...
CHIETI. Educare alla legalità significa comprendere il rispetto dei diritti. Domani, nell’auditorium della scuola “Chiarini” dalle 9,30, lo ricorderà attraverso la sua testimonianza lo chef e ambasciatore antiracket per la ristorazione italiana Filippo Cogliandro. L’associazione “magistrati – sezione abruzzese” e “Chieti nuova 3 febbraio” concludono il loro ventitreesimo percorso formativo che ha avuto luogo in molte scuole della città e della provincia.
Un ultimo incontro pubblico per quest’anno: “Fenomeni migratori tra accoglienza e rifiuto, diritti umani e pregiudizi” il tema principale. Ci saranno i magistrati della sezione abruzzese Angelo Bozza, Angelo Zaccagnini, Giuseppe Falasca e Nicola Valletta. E poi i presidi, i docenti, gli studenti. Lezioni, proiezioni (tra cui quella del film “Terraferma”, in cui il regista Crialese racconta le ferite dell’immigrazione e delle politiche migratorie), conversazioni tra studenti, magistrati e insegnanti hanno caratterizzato i momenti di formazione nel corso dell’anno. Una conclusione che vedrà l’esposizione degli elaborati delle scuole partecipanti attraverso un video, la consegna alle scuole di copie della Costituzione e della targa tradizionale, una cena della legalità al convitto “Nazionale”.
Quella di Cogliandro sarà una testimonianza calzante: «Ha vissuto l’esperienza dei centri di accoglienza per migranti a Reggio Calabria, lavorandovi come cuoco», ricorda la professoressa Maria Rosaria Grazioso. Hanno partecipato al corso le scuole medie di Chieti “Antonelli”, la “Chiarini-De Lollis”, il convitto “Vico”, la “Mezzanotte-Ortiz”. E poi la partecipazione anche di Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Casalincontrada, Roccamontepiano; quella di Francavilla con il “Masci”; di Ortona, di Ripa Teatina e Torrevecchia con il “Buonarroti” e di San Giovanni Teatino-Sambuceto con il “Galilei”. (e.r.)

