Legati, picchiati e umiliati «fino alla morte»

Blitz dei carabinieri nella struttura per anziani Arcobaleno. Arrestati i due titolari: tra le accuse l’abbandono d’incapaci
VASTO. L’inferno aveva i colori dell’“Arcobaleno”. Si chiamava proprio così la struttura che avrebbe dovuto curare gli anziani e invece era diventata per gli ospiti un lager. Le famiglie degli anziani pagavano dagli 800 ai mille euro per assicurare ai loro cari cure e assistenza adeguata. È stato terribile scoprire che, al contrario, i loro genitori venivano maltrattati, insultati e persino picchiati e legati alle sedie a rotelle. Ad inchiodare i responsabili della casa di cura vastese a pochi metri da corso Mazzini, ci sono le intercettazioni telefoniche e alcuni filmati. Ieri, al termine di un’articolata attività investigativa, il personale del Nucleo operativo della compagnia dei carabinieri di Vasto ha eseguito, su disposizione del Gip del Tribunale, due arresti a carico di una coppia titolare della struttura per pensionati. G.C., 48 anni, e il convivente R.L., di 58, entrambi di Vasto sono accusati di concorso in maltrattamenti, lesioni volontarie aggravate dalla morte di un assistito, abbandono di incapace con l’aggravante di avere agito per futili motivi e aver usato sevizie. La Procura ha disposto anche il sequestro preventivo della casa di cura. La vicenda che ha sconvolto la città è stata raccontata dal Procuratore capo, Giampiero Di Florio, dal sostituto procuratore Gabriella De Lucia e dai vertici dell’Arma, il comandante provinciale dei carabinieri, Luciano Calabrò, il comandante dell compagnia, maggiore Giancarlo Vitiello, e il comandante del Norm, tenente Domenico Fiorini. La Procura ha diffuso anche un video che racconta la triste vicenda. «Sono immagini dure. Non compete a noi giudicare. Ciascuno può farlo secondo la propria coscienza. La Procura si è occupata degli aspetti penali», ha detto Di Florio.
Le indagini. «L’intera attività d’indagine è cominciata ad aprile scorso im seguito ad alcune segnalazioni rese da persone che avevano assistito ai maltrattamenti», ha raccontato il procuratore Di Florio. L’autorità giudiziria ha incaricato i carabinieri di indagare. «Alcuni anziani avevano lividi sospetti notati anche dai sanitari del San Pio e dai familiari», spiega il pm De Lucia. «I titolari della casa di riposo classificavano le ecchimosi come fenomeni di autolesionismo. I carabinieri hanno tuttavia acquisito diversi elementi che hanno fatto sospettare altro. Tra questi anche le cartelle cliniche dell’ospedale di Vasto. Fondamentali sono stati gli strumenti investigativi tecnologici: intercettazioni e filmati. Il materiale probatorio raccolto dai militari ha portato all’emissione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere», ha spiegato il sostituto procuratore.
Le sevizie. Le indagini hanno, in modo inequivocabile, evidenziato - come appare nei filmati - la condotta violenta della coppia che, senza alcuna motivazione apparente e con atti di violenza fisica e psicologica reiterati, maltrattava gli anziani ospiti anche non autosufficienti e affetti da gravi patologie. «Le famiglie degli anziani li avevano affidati a loro per ragioni di cura. Pensavano che sarebbero stati seguiti meglio. Al contrario, gli ospiti venivano sottoposti a continue sofferenze fisiche ed umiliazioni morali. Erano costretti a penose condizioni di vita ed a vivere in un clima di paura e insicurezza. A volte venivano persino legati ai loro letti e alle loro sedie a rotelle quando “disturbavano” o semplicemente si lamentavano per i continui dolori causati dalle precarie condizioni fisiche», raccontano i magistrati. «È stato accertato che qualche anziano bisognoso di cure è stato assistito quando ormai era troppo tardi», ha rimarcato la De Lucia.
Le tragiche conseguenze. A causa di questi inumani trattamenti, alcuni ospiti, ormai in fin di vita, dopo essere stati ricoverati presso l’ospedale di Vasto, sono morti. Quando le indagini sono partite, nella struttura c’erano un decina di ospiti. Attualmente ne aveva 5. «Qualche anziano è stato ascoltato e ha confermato la durezza dell’assistenza», dice il magistrato. Qualche nonno ha ringraziato i carabinieri. «Ai carabinieri va fatto un plauso particolare perché hanno condotto un’indagine delicatissima con grande professionalità e senza turbare gli anziani ospiti della struttura», ha detto il procuratore Di Florio. I carabinieri hanno avvisato i familiari degli ospiti riaffidando a loro i nonni che saranno sistemati in strutture adeguate. Gli arrestati, sono stati trasferiti rispettivamente nella casa lavoro di Torre Sinello a Punta Penna e a Chieti nella sezione femminile del carcere di Madonna del freddo. L’elenco dei reati di cui devono rispondere è lungo. Ma le indagini sono solo all’inizio.
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