Legnini difende il teatro: il Marrucino non si tocca

12 Maggio 2018

Il vicepresidente del Csm riceve le chiavi dell’istituzione e lancia il suo monito «No ai campanilismi, questa è la struttura più viva d’Abruzzo: va sostenuta»

CHIETI. «Se riaffiora qualche tentativo di campanilismo va fermato, il Teatro Marrucino è il più vivo d’Abruzzo ed è l’unico che può svolgere una funzione culturale nazionale». Il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini si è schierato così in difesa del Marrucino e, dal palco del teatro che vanta 200 anni di storia, ha lanciato il suo monito: nessuno provi a boicottare il Marrucino, soprattutto nell’anno del Bicentenario. Una presa di posizione, garbata ma ferma, che chiude il caso dei fondi promessi dalla Regione, spariti e ora ricomparsi. L’intervento di Legnini è arrivato ieri, nel giorno in cui la Deputazione teatrale, con il presidente Cristiano Sicari e i consiglieri Paolo De Cesare e Annalisa Di Matteo, gli ha consegnato le chiavi del Marrucino come riconoscimento per l’impegno dimostrato negli anni della crisi e dei debiti: «Per me è un onore», ha detto Legnini che è tornato a sottolineare l’importanza e il valore dell’istituzione, «il Marrucino è la punta di diamante del giacimento culturale di Chieti. Occorre avviare altri progetti, dobbiamo fare di più: la vocazione culturale di Chieti può essere una leva di promozione di tutta la regione». Poi, Legnini ha detto: «Dove c’è cultura c’è legalità, è un binomio inscindibile: dobbiamo batterci affinché da Chieti questo binomio resti per sempre».
Anche il presidente Pd della Regione e senatore Luciano D’Alfonso ha parlato del teatro: «Mi complimento con chi amministra il Marrucino», ha detto, «non tutte le esperienze vanno sovvenzionate con denaro pubblico ma questo teatro ha incastonato Chieti nella storia migliore. Noi abbiamo aiutato questa istituzione con 1,4 milioni». Per ora, nonostante gli annunci e l’emendamento del consigliere di Forza Italia Mauro Febbo, votato da centrodestra e centrosinistra, la Regione deve ancora pagare al Marrucino i finanziamenti del 2017, pari a 270mila euro, e altri 225mila sempre bloccati.
«Il Bicentenario», ha detto il sindaco Umberto Di Primio, «è un evento della cultura italiana ed è un vanto per l’Abruzzo. Questo è il teatro che esporta cultura. Le fibrillazioni di questi giorni ci hanno fatto tremare ma è importante investire in questo territorio: è seminare per il futuro».
Da ieri l’immagine del Marrucino è stampata su 400mila francobolli in vendita a 0,95 euro in tutta Italia: «Un giorno particolare per il teatro, per la città, per la regione», ha detto Sicari, «l’emissione di un francobollo è qualcosa di unico». Da oggi il francobollo è disponibile all’ufficio postale teatino.
La cerimonia per l’annullo filatelico dedicato al teatro si è aperta con una sontuosa esibizione del maestro Ettore Pellegrino, direttore artistico del Marrucino, che al violino, insieme all’Orchestra sinfonica d’Abruzzo, ha interpretato l’Inno di Mameli.
A spiegare l’importanza del francobollo celebrativo sono stati Angelo Di Stasi, presidente della commissione del ministero dello Sviluppo economico per le carte-valori postali, e Fabio Gregori, responsabile centrale filatelia delle Poste, con Daniele Nardone, direttore della filiale di Chieti. La vignetta del francobollo raffigura il palcoscenico del Marrucino con il sipario e l’opera del pittore napoletano Giovanni Ponticelli “Il trionfo sui Dalmati Partini di Asinio Pollione”.