Legnini: nel 2014 sparite centinaia di attività

Il dossier-crisi della Confesercenti, i settori più colpiti sono quelli della ristorazione e dell’alloggio
CHIETI. Il commercio al dettaglio, in città e provincia, è in crisi e chiude il 2014 con un saldo negativo che tocca addirittura le 131 unità nel settore dell’alloggio e della ristorazione. Questo dice un’indagine di Confesercenti che ha analizzato, per vari comparti, l’andamento delle aperture e delle chiusure di attività commerciali. «Stiamo per archiviare un anno difficile per il commercio di vicinato locale- ammette Lido Legnini, direttore provinciale Confesercenti - ma confidiamo in un 2015 che promette una piccola ripresa dei consumi. Di conseguenza tutto l’indotto ne dovrebbe trarre beneficio con uno slancio diverso anche sul fronte delle aperture di nuove imprese commerciali». Un augurio che cozza con i dati resi noti da Confesercenti per il 2014. Un anno davvero nero per il commercio teatino. Non a caso la provincia presenta soltanto segni negativi in termini di saldo tra aperture e chiusure di negozi. Il settore che sta meglio, si fa per dire, è il commercio al dettaglio su area pubblica. Ebbene, sondaggio di Confesercenti alla mano, a Chieti e provincia sono state registrate 53 nuove iscrizioni e 62 cessazioni con un saldo che parla di -9 attività commerciali. Le cose non vanno meglio alla voce “commercio al dettaglio in sede fissa.” In questo comparto del piccolo commercio, nel territorio, si sono avute 40 iscrizioni nel settore alimentare e 128 in quello non alimentare per un totale di 168 nuove attività. Le cessazioni, invece, sono state 59 nel comparto alimentare e ben 269 in quello non alimentare. Il saldo negativo complessivo, quindi, è di 160 attività commerciali tra quelle alimentari e quelle non alimentari. Sta peggio di tutti, secondo lo studio di Confesercenti, il settore dell’alloggio e della ristorazione che nel 2014 ha fatto riscontrare una vera e propria debacle. A fronte di 109 iscrizioni, infatti, si sono avute 240 cancellazioni, ovvero -131 imprese. «La mole delle tasse, anche comunali, unita alla contrazione dei consumi ha stritolato le imprese della provincia specializzate nella ristorazione. Nel 2015- chiude Legnini- non si potrà fare altro che migliorare quest’andamento». (j.o.)

