Lei è invalida, l’Inps le taglia la pensione

La lettera del marito scritta con la rabbia: «Hanno tolto a mia moglie quasi 500 euro al mese»
CHIETI. Bruttissimo regalo di Natale da parte dell’Inps in casa Tatasciore a Bucchianico. La signora Rosetta Maria Donatucci, sessantacinquenne bucchianichese con invalidità riconosciuta al 74%, si vede improvvisamente privare di quasi tutta la propria pensione di invalidità e chiedere di ridare indietro circa 10 mila euro che avrebbe percepito illegittimamente nel corso degli anni. Il pacco-dono Inps arriva poco prima di Natale: «All’inizio del mese di dicembre siamo andati regolarmente a ritirare la pensione», racconta il signor Nicola Tatasciore, marito della signora Donatucci, «e ci hanno consegnato soltanto 110 euro al posto dell’intera pensione. Hanno tolto quasi 500 euro, nonostante mia moglie sia costretta a spenderne più di 200 solo per le medicine. Qualche giorno prima di Natale è arrivata la lettere dell’Inps in cui non solo ci hanno spiegato le motivazioni del taglio della pensione ma ci hanno anche comunicato che dovevano ridare alle casse dell’ente la somma di 10 mila euro».
Come accade spesso in questi casi, la questione non è semplice da dipanare. Sembra che l’Inps si sia sbagliato nel concedere quel tipo di pensione alla signora Donatucci, a causa del fatto che la signora percepiva anche una pensione svizzera. Seppure minima, di poche centinaia di euro, la pensione svizzera ha fatto sì che la signora superasse la soglia dei 600 euro, limite oltre il quale scatta la decurtazione. Ma, se errore c’è stato, questo non è dovuto certamente alla signora Donatucci che, avendo versato contributi per 27 anni, pensava che quanto percepiva di pensione le spettasse per intero. Con la lettera dell’Inps in mano, la coppia si è anche recata a parlare con gli esperti di un Patronato, per cercare di capire cosa sia successo. Ma neanche al Patronato hanno saputo spiegare tutto. Marito e moglie sono ora impegnati a scartabellare tra i documenti del passato per cercare di reperire documenti che dal Patronato hanno chiesto loro di mettere a disposizione per venire a capo dell’ingarbugliata matassa. Il signor Tatasciore, inoltre, sta già pensando a trovarsi un avvocato: «Almeno per tentare una rateizzazione della somma», spera. L’Inps, invece, non ha dubbi: ha già fatto i propri conti, ritirerà alla signora 150 euro al mese per 60 mesi. (a.i.)

