Lembo: Aqualand resti aperto più tempo

Il segretario Pd: auspico migliorie nel bando. Il centrodestra: verificare gli svantaggi per il Comune
VASTO. «La convenzione su Aqualand scade a giugno. L’auspicio è che nel nuovo bando si prevedano migliorie per la fruibilità del parco che dovrebbe essere aperto di più e dare più servizi». Simone Lembo, segretario cittadino del Pd e consigliere comunale di maggioranza, auspica un futuro diverso per il parco acquatico dell’Incoronata, al centro da settimane delle polemiche della minoranza che continua a fare le pulci alla perizia di stima. Perizia che ha fissato a 1.395.781 euro l’indennizzo da riconoscere alla società uscente da parte del nuovo gestore.
Secondo l’opposizione «il bando per Aqualand non può essere l’ennesima operazione svantaggiosa per il Comune». Lembo ricorda che «molti dei problemi di oggi sono il frutto delle passate convenzioni sottoscritte durante le amministrazioni di centrodestra» e pensa a un futuro diverso per Aqualand, il più grande parco acquatico del Centro-sud con 3mila metri quadri di piscine e oltre un chilometro di scivoli. «Bisogna accelerare il bando per l’affidamento della gestione, così come deliberato in consiglio comunale», attacca il segretario del Pd, «l’auspicio è che vengano previste migliorie nella fruibilità del parco che dovrebbe essere aperto di più e dare più servizi. Penso ad una gestione annuale, o in ogni caso, non limitata ai canonici due mesi estivi. Mi piacerebbe che Aqualand diventasse un parco a 360 gradi fruibile tutto l’anno o buona parte di esso. Per quanto riguarda invece le polemiche della minoranza, la quale evidentemente si è scordata di tutto quello che è successo in passato, ricordo che molti problemi di oggi sono il frutto delle vecchie convenzioni sottoscritte durante le amministrazioni di centrodestra. Sulla questione legata all’indennizzo, mi preme sottolineare che quel sistema di calcolo, che qualcuno sta cercando di contrastare, è stato inserito nella convenzione oggi in vigore. Il disastro lo ha fatto il centrodestra che non ha mai controllato gli investimenti», conclude Lembo.
Ma su Aqualand infuria la polemica. «Prima di qualunque ulteriore passaggio che riguardi il futuro del parco, occorre procedere alle verifiche, tecniche e giuridiche riguardo lo stato dei manufatti, la funzionalità degli impianti e gli eventuali inadempimenti della convenzione», insistono Francesco Prospero, Vincenzo Suriani, Edmondo Laudazi, Guido Giangiacomo, Alessandro D’Elisa, Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro, che hanno inviato la terza lettera aperta al sindaco Francesco Menna e alla Corte dei Conti. «È necessario verificare, prima di ogni altra decisione che potrebbe avere risvolti svantaggiosi per il Comune», aggiungono i consiglieri, «se l’indennizzo sia dovuto e se, invece, in caso di accertati inadempimenti del concessionario, deve essere quest’ultimo a versare qualcosa in favore delle casse comunali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

