Lettera dei fedelissimi «La maggioranza vada oltre i partiti»

Dieci consiglieri e 7 assessori a Di Primio: ritira le dimissioni Mano tesa al gruppo “Chieti. Da capo” che resta in silenzio
CHIETI. «Ti chiediamo di continuare a svolgere il ruolo di sindaco e, insieme a noi, di amministrare la città, con forte senso civico e con la maggioranza che si andrà a delineare volta per volta in Consiglio, andando anche oltre, ove necessario, la logica di appartenenza ai partiti di cui siamo espressione». I fedelissimi scrivono a Umberto Di Primio, gli chiedono di non dimettersi e gli indicano la strada da seguire per uscire dalla crisi: una maggioranza di scopo, da trovare di volta in volta a seconda delle cose da portare in Consiglio, al di là degli schieramenti politici. I primi a poter accettare questo discorso potrebbero essere i tre del gruppo d’opposizione Chieti.Da Capo, Stefano Rispoli, Enrico Raimondi e Mario Troiano (quest’ultimo già determinante nel consiglio sul bilancio). I tre per il momento preferiscono restare in silenzio, annunciando comunque di voler prendere una posizione chiara a riguardo.
Intanto i fedelissimi cercano di salvare il salvabile. «L’approvazione del bilancio di previsione», scrivono nella lettera al sindaco, «deve rappresentare il punto di partenza per dare pieno compimento a quanto in esso contenuto: 40 milioni di euro di opere pubbliche, già finanziate, grazie ai progetti portati avanti da questa amministrazione. La mancata approvazione del bilancio avrebbe determinato il commissariamento. Tale sciagurata eventualità, oltre a tradire il mandato degli elettori, avrebbe danneggiato in primis i cittadini, ma anche i lavoratori delle società partecipate del Comune (Teateservizi e Chieti Solidale), condizionando inevitabilmente le attività delle stesse. Certi che capirai le nostre ragioni», è la conclusione della lettera, «ti rinnoviamo la nostra richiesta e stima, in attesa di un tuo cenno di riscontro positivo». A firmare la lettera sono stati i 10 consiglieri Diego Costantini, Nicoletta Di Biase, Marco Di Paolo, Franco Di Pasquale, Stefania Donatelli, Graziano Marino, Nicola Rapposelli, Clara Ricciardi, Marco Russo e Donato Tacconelli e i 7 assessori Alessandro Bevilacqua, Carla Di Biase, Raffaele Di Felice, Giuseppe Giampietro, Valentina Luise, Maria Rita Salute e Antonio Viola. All’appello mancano i 2 assessori FI, i 5 consiglieri FI, i 2 Udc e il presidente Liberato Aceto. (a.i.)

