Levante, svaligiata una casa. Appello per la fede rubata

CHIETI. «Chiediamo di controllare se fra gli ultimi oggetti rivenduti fra il 24 e il 29 agosto ci sia una fede nuziale con scritto Maria 1-05-1994 e, a quel punto, di verificare se insieme a quella...
CHIETI. «Chiediamo di controllare se fra gli ultimi oggetti rivenduti fra il 24 e il 29 agosto ci sia una fede nuziale con scritto Maria 1-05-1994 e, a quel punto, di verificare se insieme a quella fede siano stati venduti altri oggetti d'oro come orecchini, bracciali e collane anche di Swarovski». È l’appello, comparso su Chieti Today, rivolto da una famiglia ai compro oro della città con la speranza di recuperare gli oggetti preziosi rubati dai ladri nella loro abitazione.
I malviventi, approfittando dell’assenza dei padroni di casa, sono entrati nell’appartamento del quartiere Levante e hanno portato via anelli, collane e bracciali d’oro. L’amara scoperta è stata fatta sabato scorso al rientro dalle vacanze quando, una volta aperta la porta d’ingresso, il padrone di casa ha trovato l’appartamento a soqquadro. L’episodio che si somma ad altri ha messo in allarme l’intero quartiere.
Sull’argomento sicurezza in città interviene Alessandro Fortuna, presidente de L'Altra Chieti. «Questi episodi per i residenti non costituiscono più una novità ed anzi sono così tanti che le persone sempre più attrezzano le loro case con allarmi e telecamere, se non peggio ancora munendosi di armi. E lo fanno con la naturalezza dovuta dal disinteresse di un'amministrazione comunale, rimasta indifferente alle rimostranze di cittadini che hanno invocato invano una maggiore attenzione» scrive Fortuna.
«L'assenza del Comune ha reso appetibili le nostre periferie ai malintenzionati e con assenza non mi riferisco solo ai controlli delle forze dell’ordine ma soprattutto alla cura di quelle aree e alla fornitura di servizi tali da renderle attive, vive e non semplici dormitori abbandonati al loro destino. E' tempo» conclude il presidente de L’Altra Chieti «che il Comune si tolga il paraocchi e ritorni nei quartieri ascoltando le loro esigenze». (y.f.)

