LiberAtessa: ok all’ospedale di area disagiata
ATESSA. Piano di riordino delle rete di ospedaliera: l’ospedale di Atessa c’è ed è previsto come ospedale di area disagiata. Sara Cappellone, Nicola Cicchitti ed Enzo Pellegrini, consiglieri...
ATESSA. Piano di riordino delle rete di ospedaliera: l’ospedale di Atessa c’è ed è previsto come ospedale di area disagiata. Sara Cappellone, Nicola Cicchitti ed Enzo Pellegrini, consiglieri comunale di LiberAtessa, hanno le idee chiare: «L’iter per la riconversione del San Camillo in ospedale di area disagiata solo ora si inserisce nel piano concreto di riordino della rete ospedaliera regionale ed è vagliato e sostenuto da documenti validi e di reale intento politico. Appena si è insediato il nuovo governo regionale di centrodestra questo gruppo si è fatto da subito portatore di istanza, ed oggi, con l’invio della documentazione, saranno trasmesse al tavolo di monitoraggio ministeriale esclusivamente le 'schede' con le risposte alle criticità che erano state evidenziate nei precedenti verbali e mai integrate dalla precedente giunta». Il gruppo vuole rimarcare la trasparenza che ha sempre contraddistinto la propria azione politica: «Ci siamo sempre battuti per la salvaguardia del nostro ospedale, lo abbiamo fatto con tutte le nostre forze e lo abbiamo confermato il 6 novembre 2017 quando, dopo anni di richieste di incontro, finalmente D’Alfonso e Paolucci venero ad Atessa ad ascoltare il territorio che purtroppo fino all’insediamento della giunta Borrelli, loro avevano volutamente ignorato e dimenticato». I tre consiglieri di LiberAtessa non risparmiano stoccate: «L’atteggiamento degli ex amministratori regionali è stato sempre ambiguo, sottraendo altri servizi per i cittadini, nonostante avessero avuto 18 mesi per concretizzare la proposta di ospedale di area disagiata. Oggi» concludono i consiglieri, «non stappiamo alcuna bottiglia di spumante, come certi amministratori hanno fatto in passato. Attendiamo che l’intento politico si trasformi in atto aziendale, solo allora potremmo dirci soddisfatti». (m.d.n.)
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