Libri di 5 secoli fa finiti negli scatoloni

GUARDIAGRELE. «Certi libri vanno assaggiati, altri inghiottiti, altri masticati e digeriti». Francis Bacon, non aveva probabilmente preso in considerazione un altro aspetto: alcuni libri possono...
GUARDIAGRELE. «Certi libri vanno assaggiati, altri inghiottiti, altri masticati e digeriti». Francis Bacon, non aveva probabilmente preso in considerazione un altro aspetto: alcuni libri possono essere imprigionati ed abbandonati in degli scatoloni.
E' ciò che accade al Comune della cittadina, dove in una stanza posta a piano terra, da anni sono chiusi in delle grosse scatole, accatastate in maniera poco ortodossa, migliaia di libri, tra cui diverse preziose cinquecentine, i pregiati volumi stampati nel XVI secolo, nella maggior parte dei casi nella città di Venezia, dove confluivano i migliori tipografi da ogni parte d' Europa.
«Si tratta» osserva il locale coordinatore de La Destra Paolo Damiano «di una vera e propria biblioteca formata da oltre 5000 volumi, donata al Comune, qualche anno fà, dal signor Glauro Rosica, appartenuta al padre Antonio, grande e stimato studioso. All'epoca della donazione» ricorda Damiano «alla presenza dell'allora sindaco Mario Palmerio, i libri , furono sistemati dentro diversi scatoloni che, una volta sigillati, vennero tutti firmati dal sacerdote Emiliano Straccini, guida spirituale della famiglia Rosica. Il tutto con la promessa che dovevano essere catalogati e messi a disposizione della comunità guardiese. A tutt'oggi invece» osserva con rammarico Damiano «nulla è stato ancora fatto. Sarebbe quindi opportuno che l'attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvi si adoperasse al più presto per rendere usufruibile questo importante patrimonio culturale all'interà collettività» .
Damiano, evidenzia quindi, che i volumi di questa preziosa biblioteca, non ancora catalogati, potrebbero essere facile preda di possibili furti, difficilmete rilevabili. «Anche per questa ragione» osserva Damiano «tutti i volumi vanno al più presto catalogati e sistemati in una sede idonea e messi a disposizione della gente. Non dimentichiamoci - conclude Damiano - che la cultura non si può imprigionare perchè è un patrimonio dell'umanità» .
Giovanni Iannamico
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