Licenziata dice stop al mutuo Ma diventa debitrice perenne

7 Agosto 2017

Operaia senza più un lavoro vuole la sospensione del contratto ipotecario di 140mila euro Le hanno chiesto di versare altre rate ed è finita anche nella lista nera dei cattivi pagatori

CHIETI. Perde il lavoro e di fronte a una situazione di grave difficoltà economica chiede alla sua banca di sospendere il mutuo ma l’istituto di credito non le dà risposta. La fa aspettare sette mesi per decidere e intanto la iscrive nella Centrale di rischio finanziario, la black list dei “cattivi pagatori”, quando sul conto c’erano comunque i fondi sufficienti per pagare le rate scadute.
È l’odissea a cui è andata incontro una donna del Chietino che, però, ha deciso di non voler continuare a subire e si è rivolta alla sezione provinciale del Codacons. «È una vicenda kafkiana quella che ha dovuto attraversare la nostra assistita», ha detto il coordinatore provinciale Vittorio Ruggieri, «specchio di quello che accade oggi in Italia. Il sistema bancario è ormai alla frutta. È comunque chiaro che per la illegittima segnalazione alla Centrale di rischio finanziario della nostra utente agiremo nelle sedi competenti per chiedere 10mila euro di risarcimento danni, oltre a segnalare l’accaduto a tutte le autorità di vigilanza».
L’istituto di credito a cui si era affidata l’operaia licenziata ha completamente disatteso l’accordo siglato dall'Abi (Associazione bancaria italiana) con le principali associazioni dei consumatori che prevede la sospensione del mutuo fino a 12 mesi nei confronti di chi va in cassa integrazione o perde il lavoro. Il caso della signora rientrava appieno nei limiti dell’accordo. La donna è stata licenziata il 15 novembre del 2016. Il giorno dopo il licenziamento ha contattato la propria banca per sospendere il mutuo ipotecario di 140mila euro, inoltrando tutta la documentazione prevista per avviare la pratica di sospensione. Per due volte (il 23 e il 29 novembre) la signora manda due mail all’istituto di credito per avere notizie della sua pratica, ma non ottiene riscontro. Il 9 gennaio torna all’attacco con una missiva molto dettagliata su quanto avvenuto sino ad allora e il 25 gennaio la banca si fa finalmente viva, chiedendo l’invio di una ulteriore comunicazione a riguardo. La signora si dà subito da fare e il 31 gennaio invia di nuovo una mail, facendo presente che, nonostante la tempestiva richiesta di sospensione del mutuo, le era stata addebitata una nuova rata. L’istituto di credito ha provveduto a detrarle dal conto una rata del mutuo, senza però tener conto delle numerose richieste di sospensione. Il 12 giugno scorso veniva accettata la posticipazione del pagamento, in relazione alle sole quote di capitale delle rate con scadenza dal 31 gennaio 2017 al 21 dicembre 2017, attraverso l’estensione di 12 mesi del periodo di ammortamento del mutuo ipotecario. Solo che, in tutto questo marasma, la signora è stata bollata come “cattivo pagatore” con tutto quanto ne consegue. L’iscrizione alla lista nera della Centrale di rischio finanziario è stata dovuta al mancato pagamento di una sola rata di mutuo. E tutto ciò nonostante che l’istituto di credito fosse a conoscenza del fatto che la signora possedeva i fondi necessari per il pagamento e che avesse chiesto da novembre di sospendere il mutuo stesso.
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