«Linda, siamo orfani di te, un faro per i giovani atleti»

Vasto basket e città in lutto per l’improvvisa scomparsa dell’allenatrice a 54 anni Il ricordo del presidente Spadaccini. La società: inaccettabile, non doveva finire così
VASTO. Oggi per il mondo sportivo vastese e non solo è il giorno del lutto. Alle 10,30, nella parrocchia di San Giovanni Bosco, si celebrano i funerali di Linda Ialacci, stroncata a 54 anni da un infarto. Il corteo raggiungerà la chiesa partendo dalla casa di Linda dove è allestita la camera ardente. Infinite le persone che hanno reso omaggio alla salma stringendosi ai genitori, Nicola e Letizia e alla sorella Marisa.
IL DOLORE DEI SUOI RAGAZZI. La società Vasto basket ha sospeso per lutto tutte le attività. Alle esequie parteciperanno tutti i giovani atleti, molti dei quali allenati dalla stessa Linda. «Questa», ha scritto la società, «è una delle più brutte pagine della nostra storia. La notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere. La nostra Linda non c’è più. Tutto questo è inaccettabile. Non doveva finire così. Ciao Linda». I negozi della zona abbasseranno le saracinesche in segno di lutto al passaggio del corteo. Una madre che chiede di mantenere l’anonimato rivela di aver fatto fatica a calmare il figlio sconvolto dalla notizia. Tanti i messaggi di cordoglio da Marche, Emilia Romagna, Molise e da molte altre località dove Linda era riuscita a farsi conoscere e apprezzare. La Virtus don Bosco, la società dell’oratorio salesiano dove aveva mosso i primi passi, la ricorda così: «Il basket era la sua passione. Una passione nata sul capo dei Salesiani. Non possiamo che essere grati al Signore per avercela fatta conoscere».
LA LETTERA DEL PRESIDENTE. Commovente la lettera scritta dal presidente del Vasto Basket, Giancarlo Spadaccini. «Vorrei dirti che da questa pagina vorremmo pubblicare solo notizie di sport legate alla felicità della vita e per i ragazzi che alleniamo. Comunicare, invece, le note di questa tragedia, impossibile da comprendere, non dovrebbe essere permesso e di certo tu non lo avresti mai immaginato. Come non dovrebbe essere possibile accettare che la vitalità, la voglia di fare bene e di insegnare regole e disciplina per primeggiare nello sport, ma anche nella vita, che ti hanno sempre contraddistinta, debbano fermarsi contro il muro della morte, ingiusta e prematura! Coach Linda, hai vissuto dalla tenerissima età sui campi di basket. Hai continuato a credere in quello che facevi anche perché per te non era un lavoro, ma una missione. Non ho mai avuto il dispiacere di sentirmi dire una sola volta: “Presidente, non lo posso fare!” Anzi, solo giovedì sera per un nuovo progetto con Anfass mi avevi detto: “Lo faccio io molto volentieri!” Come possiamo accettare che la tua assenza sia cosa da nulla? Siamo tutti orfani di te, coach Linda! Come lo sono disperatamente e dolorosamente i tuoi cari genitori e tua sorella, cui riserviamo un caloroso abbraccio. Le regole della vita ci impongono di andare avanti e i tanti ragazzi che tu, coach Linda, ci hai lasciato, sanno che ogni tiro, rimbalzo, canestro, tu lo controllerai da quel cielo dove ti trovi, nel quale avrai incontrato già molti amici, presidenti, allenatori e giocatori, con i quali hai condiviso anni di basket-passione! E insieme starete già organizzando un grande torneo azzurro!»
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