Lite con l’impiegata, preside condannata in Cassazione

5 Dicembre 2019

CHIETI. Condanna anche in Cassazione per la preside Serafina D’Angelo, dirigente del comprensivo Casoli, Altino e Palombaro, per le lesioni ai danni di un’impiegata dell’istituto comprensivo 1 di...

CHIETI. Condanna anche in Cassazione per la preside Serafina D’Angelo, dirigente del comprensivo Casoli, Altino e Palombaro, per le lesioni ai danni di un’impiegata dell’istituto comprensivo 1 di Chieti, scuola che la D’Angelo ha diretto fino all’anno scorso. La Cassazione ha confermato le condanne di colpevolezza della preside emesse sia dal giudice di pace che in appello. La D’angelo è finita nei guai a causa di una lite con una dipendente del comprensivo teatino avvenuta il 9 dicembre 2014. Secondo il giudice di pace, la donna, C.D.G. assistita dall’avvocato Marco Femminella, entrando nella stanza di un’impiegata incontra la preside che l’avrebbe invitata a uscire «con malagrazia». La donna è rimasta invece nella stanza e così la dirigente l’avrebbe «indotta fuori dall’uscio sbattendole la porta in faccia». La donna però sarebbe rientrata nella stanza e sarebbe partita così la lite, continuata fino a quando la preside, per evitare di essere tampinata, avrebbe chiuso la porta della stanza da cui stava uscendo nel tentativo di lasciarvi dentro la donna. Questa ha resistito spingendo in senso opposto l’anta, rimanendo incastrata nello stipite della porta per qualche istante. Quando la preside ha mollato la presa, C.D.G. è caduta a terra.
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