Lite in maggioranza, è polemica Costa: «Nessuno può usarci»

Il gruppo di opposizione, contattato dal Pd per fare fuori De Cesare, sbotta: «Ora basta teatrini» L’accusa alla maggioranza: «Le beghe interne non ci interessano, bisogna lavorare per la città»
CHIETI. «Restiamo in minoranza e diciamo no a strumentalizzazioni». Il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa prende le distanze dalla maggioranza, dopo le notizie sul piano segreto che avrebbe portato in maggioranza lui e agli altri due consiglieri del gruppo, Bruno Di Iorio e Giampiero Riccardo, al posto dell’ala civica del vice sindaco Paolo De Cesare. «Finiamola con questi teatrini», attacca Costa, «non vogliamo essere coinvolti nelle beghe tra le diverse anime della maggioranza. Non intendiamo venire strumentalizzati da una o dall’altra parte della maggioranza. Se loro vogliono continuare a litigare fra di loro, facessero pure, ma d’ora in poi lasciassero stare il nostro gruppo. A noi interessa solo il futuro della città, interessa che Chieti vada avanti, che non perda i fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e che non diventi il fanalino di coda di questa nazione».
E mentre dalla maggioranza assicurano che il patto elettorale tra il sindaco Diego Ferrara e il suo vice è saldo, per i gruppi di minoranza la crisi è solo cominciata. La pensa così la Lega, che interviene tirando in ballo tutti i nodi dell’ultimo periodo: dalla mancata elezione al consiglio provinciale della consigliera comunale del gruppo civico Silvia Di Pasquale, che avrebbe dovuto essere eletta grazie ai voti del centrosinistra, alla lite sui dirigenti dell’ente, con il gruppo civico che avrebbe voluto continuare a contare sul dimissionario Valeriano Mergiotti e il centrosinistra che invece, anziché trattenere Mergiotti, conta di mettere un proprio nome. Il capogruppo Lega Mario Colantonio e i consiglieri Fabrizio Di Stefano, Liberato Aceto ed Emma Letta accusano l’amministrazione di essersi fermata a litigare in un momento molto difficile per la città, in cui tutto si sarebbe dovuto fare tranne che le lotte di potere. «Mentre il Covid dilaga», dice la Lega, «mentre il nostro ospedale va in affanno per sovraffollamento e vengono meno anche i servizi essenziali, mentre le attività commerciali della città pagano la crisi che la pandemia ha generato, mentre tante famiglie sono alle prese con le difficoltà del vivere quotidiano e di far quadrare i bilanci familiari, l’amministrazione si divide su problemi di tutt’altra natura: chi ha tradito Silvia Di Pasquale alle elezioni provinciali? Chi sceglierà il sostituto del bravo dirigente Valeriano Mergiotti? Sarà un tecnico che farà riferimento al vice sindaco De Cesare o al presidente del consiglio comunale Luigi Febo? Ma la città forse si chiede: è davvero di questo che ha bisogno Chieti? La crisi», conclude la Lega, «per il sindaco Ferrara non è terminata bensì è cominciata».
Duro anche il gruppo di Fratelli d’Italia. «Dopo aver esaurito il leitmotiv di affibbiare responsabilità a chi li ha preceduti», dice la capogruppo Carla Di Biase, «vengono fuori le prime crepe dovute al fatto che l’attuale maggioranza si regge, per sua stessa ammissione, su un mero accordo politico, basato su spartizioni di poltrone e incarichi. Ogni qualvolta che non si trova la quadra sui posti da spartire, il sistema vacilla, mettendo in luce l’incapacità politica e amministrativa di chi ci governa, non essendo capace di dare risposte ai bisogni della cittadinanza aggravati dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

