Lite Laudazi-Menna sui lavori alla frana del costone orientale

6 Febbraio 2021

VASTO. «I lavori sono stati consegnati a novembre con grande spolvero di comunicati, sorrisi e fotografie dei competenti amministratori, ma ad oggi non è stata completata neanche la ripulitura della...

VASTO. «I lavori sono stati consegnati a novembre con grande spolvero di comunicati, sorrisi e fotografie dei competenti amministratori, ma ad oggi non è stata completata neanche la ripulitura della vegetazione». Edmondo Laudazi (Il Nuovo Faro) punta l’indice contro i ritardi che stanno segnando gli interventi per il consolidamento del costone orientale, nella zona di piazza Marconi e al di sotto della Loggia Amblingh, in una delle zone più panoramiche della città, ma tra le più fragili dal punto di vista del rischio idrogeologico. «Il progetto esecutivo, redatto dopo un pericoloso smottamento dell’epoca, approvato nel 2016 e subito finanziato dal Cipe per circa 800.000 euro, è stato appaltato solo a giugno 2020, dopo ben 4 anni», è il resoconto di Laudazi, «i relativi lavori, urgentissimi per l’incipiente pericolo di frana, sono stati consegnati dagli uffici comunali solo a novembre 2020, ma con grande spolvero di comunicati, sorrisi e fotografie dei competenti amministratori, forti e gentili. Peccato che ad oggi, pagato l’acconto alla ditta, il cantiere che doveva concludersi dopo pochi mesi, nella primavera imminente, risulti ancora del tutto abbandonato e senza che sia stata completata nemmeno la ripulitura delle infestanti vegetazioni che hanno probabilmente intasato i sottostanti drenaggi del Genio civile, impedendo il deflusso delle acque sorgive e meteoriche che hanno prodotto e producono evidenti e pericolose lesioni nelle pavimentazioni della intera balconata orientale».
A stretto giro arriva la risposta dell’amministrazione comunale. «Nessun rallentamento dei lavori», replica il sindaco Francesco Menna, «gli interventi di consolidamento del costone orientale si faranno così come stanno proseguendo gli altri cantieri aperti in città. Stiamo lavorando per dare risposte risolutive e non frettolose o tamponanti come avrebbe evidentemente fatto l’ingegner Laudazi, lui sì in cerca di recupero dell’elettorato in vista delle elezioni amministrative. Un professore come lui», prosegue il primo cittadino, «dovrebbe sapere che un progetto redatto da tempo deve essere adeguato alle nuove realtà che emergono. Screditare opere, interventi e lavori non fanno danno all'amministrazione comunale ma alla città e al suo nome». (a.b.)
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