Lite nell’Udc sul commissario «Chiarezza o andiamo via»

VASTO. Anche a Vasto ha destato interesse l’iniziativa del Centro sulla scelta del sindaco ideale dei lettori con la compilazione di una scheda da parte dei lettori. Già i primo votanti sono andati...
VASTO. Anche a Vasto ha destato interesse l’iniziativa del Centro sulla scelta del sindaco ideale dei lettori con la compilazione di una scheda da parte dei lettori. Già i primo votanti sono andati nelle 4 edicole segnalate sulla scheda per partecipare al voto
Intanto è bufera nell’Udc vastese dove si inaspriscono i toni dopo l’incarico che il vicesegretario nazionale Giuseppe De Mita, ha conferito a Francesco Piccolotti, incaricandolo di svolgere funzioni da commissario organizzativo e indicandogli la rotta da seguire: convergere sulla candidatura a sindaco di Massimo Desiati. A farsi portavoce del malcontento nel direttivo sono il segretario Angelo Bernardone e il consigliere comunale Massimiliano Montemurro. I due si rivolgono a Enrico Di Giuseppantonio, commissario regionale Udc, chiedendogli conto di quello che sta succedendo. Potrebbero essere proprio loro a lasciare il partito, come ha già fatto Roberto Laccetti. Insomma, l’Udc di Vasto rischia di perdere altri pezzi, mentre il neo commissario Piccolotti, per nulla scalfito dalle polemiche, tira dritto per la sua strada partecipando al tavolo del centrodestra che ieri sera si è riunito per la terza volta.
«È da giorni che chiediamo con insistenza di fare chiarezza sul commissariamento», dicono i due esponenti Udc rivolgendosi ai vertici regionali, «abbiamo richiesto chiarimenti per le vie istituzionali rispettando lo statuto senza ricevere risposta. Dobbiamo ritenere che non esista più il partito e che non vadano rispettati gli ideali per cui è stato fondato? Cosa dobbiamo pensare? Chiediamo per la centesima volta di fare chiarezza su questa storia tenendo presente che sui tavoli fin qui organizzati siede una persona che non ci rappresenta e che spero che non rappresenti l’Udc. In caso di ulteriore silenzio da parte dei vertici, soprattutto da parte di Di Giuseppantonio, trarremo la conclusione che siamo stati cacciati dal partito senza nessuna giustificazione. È stato commissariato solo il simbolo e non sicuramente le persone e le loro idee». Bernardone e Montemurro parlano di «estremismo autoritario» e rivendicano «una guida moderata che manca da troppo tempo per ridare a Vasto il ruolo primario che le spetta nel territorio».
Anna Bontempo
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