Lite su Forza Nuova Paolini: «Vicende estranee alla città»

Centrodestra. Il candidato sindaco e l’attacco alla sede Cgil «Questo partito non fa parte del nostro schieramento»
LANCIANO. «Non condivido il linguaggio usato da Fiorello Mastrocola, come ho condannato le offese di Leo Marongiu nei confronti della candidata Tonia Paolucci. Consiglierei a tutti di non strumentalizzare vicende che nulla hanno a che fare con l'attuale competizione elettorale che mi auguro si concluda nel rispetto di tutti i candidati». È il candidato sindaco del centrodestra Filippo Paolini a mettere un punto alla campagna di offese che stanno caratterizzando la tornata elettorale. La risposta di Paolini segue la frase scritta dal segretario regionale di Forza Nuova, Fiorello Mastrocola sulla sua pagina Facebook, che a sua volta commentava l’infelice metafora bersaniana tirata fuori da Marongiu sulla “Mucca nel corridoio” per identificare gli 801 voti di Tonia Paolucci: «Un candidato sindaco che definisce "Mucca da corridoio" una signora (tra l'altro la più votata, ma questo è un dettaglio)», scrive Mastrocola, «dovrebbe essere estromesso dalla competizione. P.s. se fossi il marito, il padre, il fratello o lo zio della signora Paolucci, questo candidato il risultato lo seguirebbe dal pronto soccorso».
«Marongiu mi ha chiamato in causa in una vicenda che mi vede completamente estraneo», sostiene Paolini. «Mastrocola ha scritto a titolo personale, e non in rappresentanza di Forza Nuova che tra le altre cose, ricordo a Marongiu, non fa parte della nostra coalizione».
Le 7 liste di Paolini poco prima si erano trovate anche a dover ribadire la condanna agli episodi di violenza accaduti a Roma e, in particolare, nei confronti della Cgil. «La violenza non è forza ma soltanto debolezza distruttrice», scrive in una nota la coalizione. «In queste ore stiamo assistendo, però, a un tentativo di strumentalizzazione politica a livello locale della vicenda. Ci riconosciamo nei valori, nei diritti e nelle libertà sancite dalla Costituzione. Il candidato Paolini è una persona coerente e, come sempre ha fatto in passato, sarà il massimo garante della Medaglia d’oro conquistata dai Martiri Ottobrini. La ventilata “minaccia” fascista non deve mai essere strumento di propaganda politica».
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