Lite sulla mensa, l’opposizione: «La maggioranza non c’è più»

Battibecco interno all’amministrazione Ferrara sull’ipotesi di rivedere al rialzo le tariffe del servizioRiccardo (Chieti viva): a farne le spese sono i cittadini. Pompilio (Azione politica): solo propaganda
CHIETI. Il battibecco sulla mensa, tutto interno alla maggioranza, tra il capogruppo della civica Chieti c’è, Vincenzo Ginefra, e l’assessore alla pubblica istruzione Teresa Giammarino non è passato inosservato tra le file dell’opposizione. Dal punto di vista politico, il capogruppo di Chieti viva Giampiero Riccardo ne ha approfittato per tornare a bollare come «allo sfascio» la maggioranza che sostiene il sindaco Diego Ferrara; la capogruppo di Azione politica Serena Pompilio, che da tempo ha messo il servizio di refezione scolastica nel mirino, è intervenuta invece nel merito.
«La maggioranza dà nuovamente prova di scarsissima compattezza», dice Riccardo, «anche sulle tariffe della mensa non c'è accordo. Ginefra non fa in tempo a dire di voler rivedere il piano tariffario, che subito viene bloccato dall’assessore. Questa maggioranza continua a essere zavorrata da perenni liti interne che si traducono in centinaia di dietrofront a cui assistiamo continuamente. A pagarne le spese sono purtroppo i cittadini e la situazione in cui si trova il Comune ne è concreta testimonianza».
Il capogruppo Ginefra aveva avanzato la proposta di rivedere al rialzo le tariffe del servizio di refezione scolastica: l’ipotesi era quella di lasciare a zero euro solo il pasto di chi aveva redditi certificati Isee a zero euro, per le fasce più alte, invece, aveva previsto un rialzo minimo, in modo da rendere il servizio economicamente più sostenibile. Giammarino, però, aveva replicato con un deciso altolà.
Per Pompilio la «Pubblica Istruzione fa i conti senza l’oste. A oggi sulla refezione scolastica non esiste un capitolato e, quindi, senza un capitolato preciso come si fa a parlare di tariffe veritiere e non propagandistiche?», chiede la capogruppo, che lamenta anche la modalità con cui assessore e consigliere hanno deciso di trattare l'argomento: ovvero una discussione a mezzo stampa, «invece che negli appositi organi: ossia le commissioni», sottolinea la capogruppo. «Si disquisisce di tariffe senza pensare che la nuova modalità di appalto scarica tutti i rischi d’impresa sulla ditta; rischi che, invece, prima erano a carico del Comune. Perciò un capitolato è necessario per comprendere l’entità delle tariffe. Come si fa a stabilire le tariffe a priori senza un capitolato preciso che se esiste nessuno, però, conosce? A mio avviso prima di fare proclami populisti su tariffe (che peraltro erano già alte rispetto ad altri comuni) forse ci si dovrebbe occupare di garantire un servizio che non è scontato. Non è scontato atteso che a giugno i bambini dell’infanzia sono rimasti senza pasti a scuola nonostante una ripartenza più che tardiva del servizio avvenuta solo a marzo scorso. Ripartirà a settembre il servizio? Questa è la domanda da porsi. Il capitolato? E poi si potrà parlare di tariffe veritiere e non propagandistiche considerando gli effettivi oneri».
Per quanto riguarda la ripartenza del servizio, l’assessore Giammarino ha assicurato che gli uffici stanno lavorando alla nuova gara e che con la nuova gestione il servizio dovrebbe ripartire a settembre prossimo con un punto fermo: la tutela dal punto di vista economico delle fasce più deboli.
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