Lite tra i giostrai con le spranghe Colpo di pistola tra le roulotte

Famiglia di Montesilvano aggredita da 12 giovani mentre monta il luna park alla Pietrosa, 5 feriti Poi spedizione nel Pescarese: esploso un proiettile nel campo occupato. C’è un primo denunciato
LANCIANO. C’è un primo denunciato per l’aggressione a colpi di spranghe e tirapugni tra famiglie rom di giostrai. È un 46enne di Lanciano che, giovedì pomeriggio, ha partecipato alla rissa nel piazzale Memmo, alla Pietrosa, dove erano in corso le operazioni di installazione del luna park per gli adulti che entrerà in funzione per le Feste di Settembre. Cinque ore più tardi, a Montesilvano, colpi a salve sono stati sparati all’indirizzo del campo stanziale di via Cavallotti. Un atto per lo più dimostrativo, senza feriti o danni, che le prime ipotesi investigative legano alla rissa avvenuta nel luna park di Lanciano.
AGGRESSIONE Sono le 17.40 circa quando una famiglia di giostrai di Montesilvano, impegnata a montare le giostre “dei grandi” nell’area in centro concessa da Comune e Tua, viene aggredita da 10-12 giovani, di età fra i 20 e i 40 anni e appartenenti a un’altra dinastia di giostrai nomadi lancianesi. Il gruppo, armato di spranghe e tirapugni, si scaglia contro i quattro montesilvanesi, per motivi che al momento restano oscuri. In pochi secondi si scatena il putiferio: botte, grida, sangue, gente in fuga. Gli altri giostrai accorrono per cercare di sedare la rissa. «Hanno bisticciato e sono arrivati alle mani, ma non so perché», racconta un giostraio di Cepagatti, «stavo montando la mia giostra e sono accorso, ma sono arrivato a cose fatte. Sono scoraggiato perché stiamo facendo le corse per aprire, abbiamo scomodato il mondo. Quello che è successo va in contrasto con la disperazione che abbiamo di lavorare appena possibile. Il luna park non c’entra niente».
FERITI Il bilancio alla fine è di cinque feriti lievi. Nel parapiglia qualcuno allerta il 113. Sul posto arrivano il personale del commissariato di Lanciano, coordinato dal vice dirigente Mario Di Giuseppe, e la Squadra mobile di Chieti, diretta dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio, che iniziano a ricostruire quanto accaduto nei minuti precedenti. Non senza difficoltà, visto il muro di silenzio e diffidenza innalzato dagli aggrediti, che non sporgono denuncia e rifiutano di farsi medicare in ospedale. Solo un 25enne si convince ad andare in pronto soccorso per i punti di sutura alla testa. Alla fine i rom di Montesilvano tornano a casa, lasciando a Lanciano le loro roulotte. L’area viene presidiata tutta la notte dalla polizia.
ATTO INTIMIDATORIO Alle 22.30, cinque ore dopo l’aggressione, c’è un cambio di scena: colpi a salve vengono sparati all’indirizzo del campo nomade in via Cavallotti, a Montesilvano, e un’auto nera viene vista allontanarsi. Non risultano danni né feriti, ma i carabinieri del posto repertano anche un bossolo di proiettile, che potrebbe però trovarsi lì da più tempo. Si indaga su questo episodio, ritenuto collegato a quello di Lanciano, e sull’aggressione al luna park.
PRIMO DENUNCIATO Nella giornata di ieri continuano gli accertamenti. Controlli scattano in un appartamento in via Marciani e in via Per Treglio, alla ricerca di alcuni partecipanti alla rissa. E portano i primi risultati: la polizia di Lanciano e la Mobile di Chieti individuano e denunciano un 46enne del posto. Deve rispondere di lesioni personali e minacce aggravate dall’uso di un’arma, una pistola, che l’uomo mostra durante l’aggressione.
CONTROLLI INTENSIFICATI L’episodio non depone a favore dei giostrai, che nei giorni scorsi hanno faticato e protestato per vedersi accordare l’area di piazzale Memmo, dov’è in corso di completamento il terminal bus della Tua. Risolutivo era stato, pochi giorni fa, l’interessamento del prefetto di Chieti, Armando Forgione, del questore, Annino Gargano, e del direttore della Tua, Maxmilian Di Pasquale. «Dopo intense sollecitazioni, ho accordato l’area del terminal bus per andare incontro a una categoria fortemente penalizzata», dice il sindaco Mario Pupillo, «chiedo, però, un controllo assiduo di quell’area per scoraggiare altre azioni violente, poiché ci sono elementi che fanno pensare che quanto accaduto derivi da vecchie ruggini. Ho massima fiducia nelle forze dell’ordine: sapranno garantire una città controllata e sicura durante le festività patronali, che tanti cittadini desiderano vivere serenamente». Alla Pietrosa c’è un presidio fisso del commissariato, anche con auto civetta. Per tutta la settimana, inoltre, a Lanciano la questura di Chieti ha intensificato i servizi di controllo del territorio, anche con la presenza del Reparto prevenzione crimine.

