Lite tra Paolini e Marongiu, via alle accuse su Facebook

20 Agosto 2021

L’ex sindaco: menzogne e fango dal candidato Pd. La replica: rappresenta il passato Si infiamma la campagna elettorale, conto alla rovescia per i primi confronti pubblici

LANCIANO. Prime schermaglie a mezzo social tra i principali candidati a sindaco Filippo Paolini, ex primo cittadino, avvocato e rappresentante del centrodestra e liste civiche, e Leo Marongiu, presidente del consiglio comunale della giunta Pupillo, che corre per il centrosinistra e liste civiche.
Il primo è già stato sindaco, dal 2001 al 2011. Il secondo ha amministrato la città prima da consigliere, rinunciando a un posto da assessore proprio per “fare gavetta” e poi da presidente del consiglio, ruolo bipartisan di garante della massima istituzione cittadina. Paolini è poco avvezzo al web e suoi derivati (ha inaugurato solo da pochi giorni il suo nuovo profilo Facebook), mentre Marongiu punta a una campagna il più social possibile. Ed è proprio su Facebook che si è consumato il primo botta e risposta a tinte polemiche tra i due competitor. Galeotta è stata la foto dell’accordo dei partiti di centrodestra raggiunto a Pescara sul nome di Paolini, bersagliata da subito di commenti al vetriolo. L’ex sindaco, neofita della comunità virtuale, se la prende però proprio con Marongiu. «Preferisco le campagne elettorali fatte di idee e progetti», scrive sul suo profilo, «auspico una competizione nella quale si parli di contenuti e non di menzogne e fango come il candidato del Partito democratico dimostra di volere prediligere, attraverso i suoi canali di comunicazione». «Menzogne? Fango?», replica Marongiu attraverso un messaggio video, «iniziamo molto male. Vedo solo tanto nervosismo iniziale dell’ex sindaco Paolini, ex candidato del sedicente Polo civico che nel 2021 sbarca sui social. Ho solo mosso delle critiche legittime e mi sono dispiaciuti sia il tono che i termini. Manca il vero tema della campagna elettorale, visto che si ripropongono uomini e ricette del 2001, mentre con la mia squadra ci stiamo impegnando in uno sforzo generazionale per la Lanciano del 2031. La questione», prosegue Marongiu, «è che si ripropongono metodi già visti. Per questo secondo me la foto di Pescara è preoccupante, con uomini di Pescara che decidono a Pescara. Noi il patto lo abbiamo chiuso a Olmo di Riccio, è questa la diversità dell’approccio. Inoltre questa coalizione è passata da polo civico a polo cinico in una sola notte, alla vigilia di Ferragosto, a seguito di un ragionamento puramente tattico. La città pagherà questa unione forzata il giorno dopo in caso di vittoria, quando non si riuscirà a governare come avvenuto nel 2001». «L’esordio di un candidato a sindaco che parla di foto invece che di programmi secondo me è sbagliato», replica Paolini, «non tornerò più sull'argomento perché non mi piace parlare male degli avversari, non l’ho mai fatto, ma i partiti si trovavano a Pescara per parlare di candidature e altro, la foto poteva essere scattata ovunque, non ha senso questa critica. Sto scrivendo un programma elettorale che trasformerò in programma di governo: ci sono delle direttrici ben precise che saranno il nostro faro, si può aprire qualsiasi ipotesi di confronto, ma la strada è tracciata. Per questo non mi preoccupa l’ingovernabilità, sono sereno, del resto tutte le liste sono omogenee, provengono dalla stessa parte politica». Quanto ai social Paolini ammette: «È vero che oggi sono imprescindibili, ma ho sempre preferito guardare le persone negli occhi e un uso parsimonioso del web: da avvocato ho difeso chi ne ha abusato o ne è stato vittima, si può passare dal tribunale alla condanna con un solo commento. Comunque, auguro un confronto sereno e leale, è questo il mio stile, sono concreto».