Lite tra scuole per le aule E gli studenti restano fuori

13 Ottobre 2020

Il de Sterlich presta tre sale al liceo Masci ma è scontro sull’utilizzo degli spazi L’istituto si riprende le stanze, scoppia la polemica e arriva anche la polizia

CHIETI. I ragazzi dello Scientifico si presentano a scuola come ogni mattina, ma non trovano le aule. Le loro classi sono occupati degli studenti del De Sterlich, l’istituto tecnico che ha sede allo Scalo, lungo la Colonnetta, e che dall’inizio di quest’anno ha prestato altre tre aule in più allo Scientifico. Solo che due di quelle aule ieri mattina non erano più disponibili. Erano state rioccupate dalla scuola a cui appartenevano. Scoppia il caos nell’istituto scalino. Qualcuno chiama anche le forze dell’ordine: arriva la polizia che verbalizza quanto successo. Potrebbe prefigurarsi anche il reato di interruzione di pubblico servizio.
«Ho solo tutelato il diritto allo studio e alla salute degli studenti del De Sterlich», si difende la preside Candida Stigliani, che ricostruisce tutta la vicenda. Si parte dal 2014 quando, «in via temporanea», il De Sterlich viene in aiuto del liceo Masci assicurando 11 aule per i suoi studenti. La normativa anti-Covid costringe ancora il Masci a chiedere aiuto al De Sterlich che a settembre dà altre 3 al Masci, sempre in «maniera temporanea», costringendo alcune classi a spostarsi nella sede centrale del Galiani, nonostante molti studenti arrivino da fuori città e siano quindi costretti a prendere un bus in più per salire sul colle fino al Galiani. «I disagi sono tanti», dice la preside, «ho dovuto sistemare i ragazzi in una sala biblioteca, ho utilizzato uno spazio con dei pilastri che impediscono la visuale, ho smantellato la sala docenti per sistemare una classe, ai docenti ho ceduto la mia sala presidenza e poi ci sono i ragazzi fragili, con handicap, che non ha più strutture adeguate. Tutto questo per venire incontro al diritto allo studio di tutti, un principio deontologico di fronte al quale noi del De Sterlich ci siamo “fatti piccoli” per il bene generale». E si è andati avanti in questo modo per alcune settimane fino a quando la preside è venuta a sapere che «le aule cedute al Masci venivano utilizzate in modo improprio». Per modo improprio la dirigente intende che aule ampie erano state usate non per accogliere le classi ma come sede dell’aula docente e dell’aula polmone, vale a dire lo spazio dove portare un alunno che si ipotizza afflitto da Covid. A quel punto la Stigliani è partita lancia in resta: «Giovedì scorso ho mandato una pec alla Provincia e al Masci spiegando i motivi per cui da lunedì mi sarei ripresa due delle tre aule concesse a settembre. Venerdì scorso c’è stato il sopralluogo della Provincia con l’architetto Francesco Faraone e questa mattina ho fatto rientrare nelle due aule i ragazzi del De Sterlich. Il Masci aveva a disposizione quegli altri spazi dove poter far studiare i ragazzi. Hanno preferito, invece, farli restare fuori».
La Provincia del presidente Mario Pupillo aveva convocato le due presidi, la Stigliani e Sara Solipaca, per ieri alle 13, ma nessuna delle due si è presentata. L’ente continuerà oggi a cercare una mediazione.