Litiga con la madre, picchia due carabinieri e poi si barrica in casa

Guastameroli col fiato sospeso: la mediazione di un tenente funziona Sul posto pattuglie dal comprensorio, vigili del fuoco e servizio 118
LANCIANO. Litiga violentemente con la madre e, dopo aver preso a pugni due carabinieri chiamati dalla donna, si barrica in casa. Ore di tensione ieri pomeriggio a Frisa, dove un 27enne, S.C., ha tenuto con il fiato sospeso il piccolo centro di Guastameroli. Solo grazie alla mediazione del tenente Giuseppe Nestola, comandante del Nucleo operativo e radiomobile di Lanciano, il giovane ha desistito dai suoi propositi ed è stato portato in ospedale.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il pomeriggio di follia inizia intorno alle 14, quando una donna chiama il 112 perché il figlio sta dando in escandescenze e teme che possa farle del male. I due hanno appena avuto un violento diverbio, in seguito al quale il giovane, che sembra soffra di crisi del genere, inizia a spaccare le suppellettili di casa e a tirare pugni contro il muro. La madre, terrorizzata, si chiude in una stanza dell'abitazione in via XXIV Maggio e allerta le forze dell'ordine. Sul posto arriva la pattuglia del Radiomobile. In quel momento il giovane non è in casa. I carabinieri si imbattono in lui mentre sta rientrando. Alla vista dei militari in divisa, il 27enne si innervosisce e rifiuta di farsi identificare o di dare spiegazioni su quanto accaduto. Inizia a spintonare i carabinieri che a quel punto provano ad immobilizzarlo. Ma il giovane oppone resistenza e sferra calci e pugni all'indirizzo dei due brigadieri, che vengono raggiunti da colpi al volto.
Approfittando della colluttazione tra il figlio e i militari, la madre del 27enne riesce ad uscire di casa e a mettersi “in salvo”. A quel punto, nell'abitazione rimasta vuota, è lo stesso S.C. a barricarsi. Il giovane, in stato di forte agitazione, si chiude in una stanza e non risponde agli appelli. Il timore è che possa fare del male a se stesso. I carabinieri si accertano che non ci siano armi particolari in casa e fanno chiudere l'erogazione del gas all'abitazione. Nel frattempo la centrale operativa convoglia su Frisa le pattuglie disponibili, arrivate anche da Pizzoferrato e Torricella Peligna, oltre che dalla vicina compagnia di Ortona. Sul posto arriva anche il sindaco Nicola Labbrozzi. Viene inoltre richiesto l'intervento dei vigili del fuoco di Lanciano, nel caso ci fosse bisogno di forzare l'ingresso dell'abitazione. Alla fine non è necessario.
Il tenente Nestola, in veste di negoziatore, piano piano riesce a conquistare la fiducia di S.C., che accetta di parlargli sulle scale di casa. Dopo una lunga mediazione, il giovane si fa convincere ad uscire e a salire sull'auto dei carabinieri, che lo accompagnano al Pronto soccorso dell'ospedale Renzetti dove viene sottoposto a trattamento sanitario. Ulteriori accertamenti seguiranno nelle prossime ore. Sull'accaduto è stata informata la Procura, con il pm di turno Francesco Carusi. Per i due carabinieri feriti la prognosi è di 10 giorni.
A Ortona ai primi di marzo i carabinieri erano stati aggrediti durante i soccorsi a una settantenne chiusa in casa, in una palazzina di viale Europa, nella zona del lido Riccio. La segnalazione era partita per le preoccupazioni verso una 70enne con problemi psichici che da un po’ di giorni non veniva più vista in giro. Giunti sul terrazzo sono stati aggrediti dalla donna che ha spruzzato loro spray al peperoncino.
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