Lo “sciopero del panino” parte oggi da via Amiterno

25 Maggio 2016

I genitori informano Febo della protesta: oggi saremo davanti alla scuola Di Primio: io non faccio marcia indietro. Ma poi scrive che rimodula le tariffe

CHIETI. La chiamano “lo sciopero del panino”. Parte oggi da via Amiterno. I genitori lo hanno annunciato a Luigi Febo. E l’oppositore di Di Primio tornato pimpante e battagliero sarà lì, insieme a noi, affianco ai bimbi che si portano il panino da casa. Il tema è il caro-mense, quindi la delibera della giunta che si traduce in una stangata sulle famiglie (vedi la tabella) e che porta il sindaco a scrivere (rigorosamente su Facebook, povero chi non ce l’ha!) tutto e il contrario di tutto. Basta leggere questi due post: «Nessun passo indietro sulle mense, lo dico ai giornalisti del Centro che mal riportano i comunicati che il comune invia e a quegli oppositori di centrosinistra che fanno populismo dimenticando che ad aumentare le tariffe, senza logica né bisogno, furono proprio loro nel 2006 quando le casse del comune erano piene». E subito dopo afferma: «Confermo invece che, ferma restando la necessità di coprire il più possibile i costi, dopo aver ascoltato dirigenti e rappresentanti dei genitori lavoreremo insieme a loro ad una rimodulazione dell'attuale impianto tariffario».

Uno a questo punto potrebbe anche dire che i passi indietro sono due. La conferma arriva dal secondo post: «Buongiorno, pubblico la risposta data ad alcuni genitori sulla questione mense: "Verrà assolutamente rivisto il menù. Non mi risulta che la qualità non sia buona, ma sicuramente i nostri figli hanno bisogno di una maggiore varietà di cibi. Quanto ai prezzi (bla, bla, bla, ndr) senza toccare l'adeguamento tariffario, li stiamo rivedendo in base alla fascia di reddito prevedendo esenzioni e riduzioni». Se non è una marcia indietro è una retromarcia che spinge Febo a commentare: «Prende in giro i cittadini perché sa che non può più modificare la delibera ma deve solo annullarla ripristinando le vecchie tariffe per il prossimo anno». Rincara la dose Alessandro Marzoli (Pd): «Se chiedere di avere tariffe mensa più eque e sostenibili dalle famiglie teatine significa essere populisti allora forse lo sono. Se chiedere di costituire immediatamente la commissione mensa per monitorare la varietà e qualità del cibo nelle nostre scuole significa essere populisti allora forse lo sono. E’ inaccettabile preoccuparsi di ciò che ha riportato il quotidiano Il Centro, cioè di un passo indietro, che a questo punto è indispensabile, su una delibera sbagliata nel metodo di adozione e nel merito, e non preoccuparsi dell’importanza di avere un menù di qualità, vario e concordato con le famiglie. Il sindaco confonde la forma con la sostanza, in un frullato stantio che però non risolve alcuna delle questioni che abbiamo sollevato. Da diversi mesi l’osservatorio mense Abruzzo chiede l’istituzione della commissione mensa a Chieti. Perché non è mai stata creata? Qual è la vera ragione? Infine il riferimento all’anno 2006: a distanza di esattamente dieci anni il sindaco, che è già al suo secondo mandato, torna indietro nel tempo ma non si capisce con quale obiettivo. Desidero ricordargli che nel 2006 molti dei bambini che frequentano le scuole di Chieti non erano ancora nati».

Da ultimo, ma nella sostanza e nei tempi meritano il primo posto, riportiamo i passaggi chiave dell’ordine del giorno presentato da Enrico Raimondi (sinistra doc): «Considerato che per effetto della delibera sopra indicata, le tariffe per il servizio di refezione scolastica sono aumentate di quasi il 50% rispetto all'anno scolastico in corso e che tale aumento è stato motivato dalle "complessive condizioni economico-finanziarie del bilancio comunale" (cioè tappare i buchi in bilancio attingendo dalle tasche dei cittadini, ndr), invita il signor sindaco e la giunta comunale ad annullare la delibera di giunta numero 163 del 3 maggio 2016 e di adottare un altro provvedimento che mantenga invariate le tariffe fissate per l'anno scolastico 2015/2016 ovvero un altro provvedimento finalizzato a non penalizzare le fasce di reddito da € 5.038,01 a € 10.076,00». A questo punto bimbi a tavola. Il menù oggi propone un gustoso pasticcio.