Lo sparo contro il Little Pet ha fatto scattare l’inchiesta

8 Agosto 2018

VASTO. 7 ottobre 2016: qualcuno spara un colpo di pistola contro la vetrina del Little Pet, negozio per la cura degli animali, in corso Mazzini, a Vasto. Il dirigente del commissariato dell’epoca,...

VASTO. 7 ottobre 2016: qualcuno spara un colpo di pistola contro la vetrina del Little Pet, negozio per la cura degli animali, in corso Mazzini, a Vasto. Il dirigente del commissariato dell’epoca, Alessandro Di Blasio, decide di prendere le immagini registrate da una telecamera accesa da un distributore di carburante. Le indagini portano a fare scoperte molto interessanti per gli investigatori. Nel passare il testimone al suo successore, Fabio Capaldo, Di Blasio gli ha consegnato anche la delicata indagine su quel messaggio veicolato con un’arma. Non era stato certo il primo a Vasto. Il 23 marzo 2015 cinque colpi di pistola furono esplosi contro la vetrina di un bar in via Del Porto. Il 17 settembre dello stesso anno in via dello Stadio, a poca distanza dalla caserma dei carabinieri, due giovani in sella a una moto spararono sette colpi contro il bar. Il 30 giugno 2010 a Vasto marina colpi di fucile sparati all’impazzata finirono dentro un appartamento. Il 17 ottobre 2007 un uomo vestito di nero sceso da una moto sparò quattro colpi in rapida successione contro un locale di corso Mazzini lasciandosi alle spalle due feriti.
«Spesso», dice il dirigente del commissariato Fabio Capaldo, come nel caso del colpo contro il Little Pet, «gli spari hanno all’origine rancori personali. Questioni fra privati. L’autore di quello sparo, Piero Di Carlo, però, faceva anche altro. Da una indagine ne è nata un’altra sullo spaccio. A conferma della sua pericolosità sociale», dice il dirigente del commissariato, «nell’aprile 2018 a seguito di un controllo di polizia, Piero Di Carlo insieme a Mirko Di Giacomo fu denunciato per detenzione di materiale esplodente. Nell’auto che la coppia stava usando, avevano nascosto una bomba carta di fattura artigianale, a forma cilindrica, con una miccia da 7,5 centimetri. Probabilmente doveva essere utilizzata per compiere altri attentati a Vasto», ipotizza Capaldo. «Con una sola operazione, grazie alle misure cautelari emesse dal gip Fabrizio Pasquale, abbiamo neutralizzato un filone che creava non poche preoccupazioni per la pericolosità sociale». (p.c.)
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