Lo specialista? Seduto alla consolle davanti al monitor

Che tipo di intervento ha subìto la ragazza operata al cuore dall’équipe di Achille Lococo? La chirurgia robotica consente al chirurgo di effettuare un intervento manovrando a distanza un robot capace di eseguire manovre comandate. È una tecnica entrata in uso nel recente passato, sia pure in centri selezionati, e rappresenta un ulteriore passo nell'ambito della chirurgia mini-invasiva.Ha fondamentalmente le stesse indicazioni ma, al momento, è riservata a pazienti selezionati. Rispetto alla chirurgia videoassistita tradizionale, presenta alcune differenze importanti.
Il chirurgo è distante fisicamente dal campo operatorio e siede a una consolle dotata di un monitor (nella foto in alto, Lococo di spalle durante l’intervento al cuore della giovane paziente), da cui, attraverso un sistema complesso, comanda il movimento dei bracci robotici. A questi vengono fissati i vari ferri chirurgici (pinze, forbici, dissettori) che un'équipe presente al tavolo operatorio provvede a introdurre nella cavità sede dell'intervento. L'impiego dei bracci meccanici ha il vantaggio di consentire una visione tridimensionale con un'immagine più ferma, e di rendere le manovre più delicate e fini.
Il primo robot chirurgico, chiamato Da Vinci, in onore appunto di Leonardo da Vinci, è stato messo a punto nella Silicon Valley dalla “Intuitive Surgical”, e nel Duemila ha ottenuto l'autorizzazione dall'ente governativo statunitense Food and Drug Administration, per l'utilizzo in chirurgia laparoscopica. Ieri mattina, il primo intervento effettuato all’ospedale civile di Pescara nel reparto di Chirurgia toracica. (m.d.s.)

