«Lo sport affratella, il tifo è passione: stop a ogni violenza»

Ultrà condannati per rapina e contestazione al Pescara Salvatore: «Ricordatevi dei 50 supporter di Catania»
CHIETI. «Lo sport affratella, il tifo è passione, amore per i propri colori che rappresentano la tua città, la tua storia. Che c’entrano violenza e teppismo»? Tonino Salvatore, ex assessore allo sport ai tempi di Cucullo (era uno dei “quattro amici al bar” che Nicola chiamò al suo fianco per amministrare Chieti quando venne eletto sindaco), teatino doc e protagonista con la maglia neroverde di uno storico campionato, quando il Chieti venne chiamato il “Milan del sud” per la lunga serie di vittorie che incasellò, è netto e deciso riguardo agli ultimi episodi accaduti in città, dalla dura condanna dei cinque giovani colpevoli di aver tolto con la forza a un altro giovane una felpa con i colori biancazzurri, alla contestazione a Zeman e al Pescara calcio quando sono stati ospiti, per parlare di sport e legalità, della facoltà di Scienze motorie della d’Annunzio.
«Ancora oggi sono impegnato con la Federazione gioco calcio a diffondere valori che sono legati alla nostra attività, alzando argini contro tutti coloro che assumono atteggiamenti che contrastano con lo spirito sportivo: per questo dico sempre, ad atleti in campo e a chi sta in tribuna, genitori compresi, che ci sono valori tenici, nello svolgere attività, che vanno promossi ed anche esaltati, che non devono e non possono essere mai disgiunti da quelli morali. Fare sport significa sottoporsi a un momento di maturazione fisica, ma anche educativa, per essere poi pronti ad affrontare la vita».
Tonino Salvatore con la maglia neroverde giocava mediano: aveva pieni buoni, ma soprattutto una grande elevazione con una vera e propria specialità nel colpire di testa il pallone. Per questo gli sportivi dell’epoca lo chiavano “testina d’oro”, con reti spettacolari segnate appunto colpendo di testa. Da assessore allo sport, a, fianco di Nicola Cucullo, si spese moltissimo per rilanciare lo sport cittadino che con lui visse momenti esaltanti in varie attività, dal calcio alla pallavolo, dal basket ad altri sport considerati minori ma che per Salvatore avevano tutti la stessa dignità e gli stessi diritti.
«Lo sport deve essere una fucina di valori che i giovani devono fare propri», insiste, «legati certo, alle vittorie, ma anche alle sconfitte, quando in campo hai dato tutto quel che avevi». E qui va ricordato un episodio che vide protagonista proprio i tifosi e l’amministrazione comunale del tempo, con il sindaco Cucullo e l’assessore Salvatore. Il Chieti giocò e perse uno spareggio che doveva assegnare il passaggio alla categoria superiore, in Sicilia, a Leonzio. La squadra perse ma si battè in campo con determinazione. Fu sconfitta per episodi sfortunati che nel calcio determinano spesso trionfi e delusioni. A Leonzio erano presenti 50 tifosi neroverdi, dopo un lungo viaggio in bus. Sulla via del ritorno scelsero di allungare il percorso per deviare verso l’aeroporto di Catania, dove il Chieti doveva riprendere l’aereo. Lo fecero per andare ad applaudire tecnico e giocatori neroverdi, malgrado la sconfitta. Il sindaco Cucullo e l'assessore Salvatore premiarono in municipio quei 50 tifosi, «di cui fummo davvero orgogliosi, per l’esempio dato», ricorda ancora Salvatore, «degno di una città che ha più di tremila anni di storia e di civiltà».

