Lo stadio alla Vastese? L’assessore boccia Bolami

Della Penna: il Comune vuole metterlo in sicurezza ma senza darlo ai privati Il presidente: non possiamo fare la D in spazi ridotti. E poi qui vogliamo i bambini
VASTO. Lo stadio è comunale e tale deve restare. È questa l’opinione dell’assessore Carlo Della Penna. Il titolare della delega allo sport boccia la proposta del presidente della Vastese, Franco Bolami, che chiede la gestione della struttura. «Messa in sicurezza sì, gestione no», dice Della Penna. Ma Franco Bolami non si arrende: «Uno stadio con il settore Distinti chiuso per motivi di sicurezza non è uno stadio per la serie in cui militiamo quest’anno. Vogliamo incontrare il sindaco», ha ripetuto ieri il dirigente.
E come spesso accade quando in ballo ci sono strutture importanti, il futuro dello stadio Aragona ha diviso la città in due. Da una parte chi è contrario alla gestione privata, dall’altro (e fra loro molti giovani) che ritiene che affidare la gestione a privati sia l’unico modo per risistemare l’arena e rilanciarla. «Il Comune in occasione del match con il Pescra avrebbe almeno potuto far pulire i bagni», dicono questi ultimi puntando il dito sul settore Distinti.
In zona Tobruk, il muro di recinzione è attraversato da una lunga crepa che fa temere il crollo. Non stanno meglio le balaustre dei Distinti in zona d’Avalos. Per questo il settore è chiuso. «Abbiamo ereditato questa situazione dalla precedente amministrazione. Intendiamo mettere in sicurezza lo stadio prima possibile ma darlo in gestione no», dice l’assessore Della Penna assicurando che prima possibile lo stadio sarà ripulito dal sudiciume. «So perfettamente che lo sport è un veicolo educativo, di cultura e socializzazione. Il Comune non è contrario a forme di collaborazione e compartecipazione. Non solo all’Aragona ma in tutte le strutture sportive cittadine, ma è esclusa al momento la gestione dello stadio», ribadisce l’assessore.
Il presidente Franco Bolami, però, non demorde. «Non si può fare un campionato con uno stadio ridotto in queste condizioni e i Distinti chiusi. Senza parlare del settore riservato alla stampa pieno di guano. Il Comune non ha le risorse, provvediamo noi. Non vogliamo acquistare l’Aragona. Proponiamo di gestirlo. È esattamente come fa una famiglia che prende in affitto un appartamento. L’inquilino si prende cura della casa e fa di tutto per tenerla pulita e renderla confortevole. Ridare dignità all’Aragona è offrire alla città un ottimo biglietto da visita. Spero di poter incontrare il sindaco Francesco Menna subito dopo Ferragosto», dice Bolami. «Il 4 settembre è vicino. La partita con il Chieti richiamerà moltissima gente allo stadio. La società sta facendo di tutto per riportare le famiglie e i bambini qui. È necessario che lo stadio torni ad essere un luogo per famiglie e bambini», conclude il presidente biancorosso.
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