Lo stalker preso nel campus dell’Ateneo

13 Dicembre 2014

Lui è un pugliese, lei è un’universitaria. I carabinieri lo arrestano in mezzo agli studenti

CHIETI. L’ha ossessionata con centinaia di telefonate e sms minatori. La voleva conoscere più a fondo, ma lei lo ha sempre evitato e così è partita la rappresaglia psicologica avvelenata anche da insulti pesanti sulla moralità della vittima.

A interrompere il clima di terrore vissuto per un anno dalla ragazza sono stati i militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Chieti che hanno arrestato lo stalker. A finire ai domiciliari con l’accusa di «atti persecutori» nei confronti di una studentessa universitaria fuori sede è Gionatan Salerno, 26 anni, originario di San Giovanni Rotondo (Foggia).

L'uomo, già noto alle forze dell'ordine per gli stessi reati, da oltre un anno si è reso responsabile di comportamenti vessatori nei confronti della ragazza, con la quale, peraltro, non vi era amai stato alcun tipo di legame. La continua attività di stalking aveva spinto la donna a chiedere aiuto ai carabinieri ripetutamente. Innumerevoli le chiamate senza risposta e gli sms trovati dai militari nel cellulare della studentessa, tutti a sfondo minatorio e ingiurioso, con pesanti accuse anche di tipo sessuale. Poi Salerno, che chissà perché ha il profilo Facebook infarcito di simboli che richiamano l’Arma dei carabinieri, si è spinto oltre e giovedì ha deciso di raggiungere Chieti per incontrare la ragazza. Nel frattempo giù telefonate e messaggini sempre più inquietanti. Un'amica della vittima, che conosceva la vicenda, ha però visto l'uomo aggirarsi vicino alla Facoltà frequentata dalla ragazza allo Scalo e, temendo per la sua incolumità, ha avvisata la vittima.

La ragazza, terrorizzata, è andata dritta in caserma per raccontare tutta la vicenda ai carabinieri. I militari in borgese, confondendosi tra gli studenti, hanno individuato l'uomo che, con il cellulare in mano, si aggirava per l’università. Una volta bloccato, Salerno ha fornito delle false generalità. Poi, messo alle strette, li ha seguiti in caserma. Dopo ulteriori controlli sono scattati gli arresti domiciliare. Nei suoi confronti è stato chiesto anche il foglio di via dal Comune di Chieti.