Locale sequestrato da un mese «Fatemi lavorare»

VASTO. È trascorso un mese dal sequestro preventivo di Hempatia, il negozio di piazza Verdi, a Vasto, finito con tutta la catena in franchising nel dossier della procura distrettuale di Catanzaro...
VASTO. È trascorso un mese dal sequestro preventivo di Hempatia, il negozio di piazza Verdi, a Vasto, finito con tutta la catena in franchising nel dossier della procura distrettuale di Catanzaro sul narcotraffico. Il titolare dell’attività vastese non è indagato. Tramite il proprio legale, l’avvocato Nicola Mastrovincenzo, ha presentato alla magistratura calabrese la documentazione che prova la sua completa estraneità a qualsiasi accusa e ha invocato il dissequestro della sua attività.
«Continuo a pagare bollette e tasse ma non posso lavorare», dice A.C.. «Senza contare che dovrò faticare una volta tolti i sigilli per sconfiggere i preconcetti e dimostrare che non ho fatto proprio nulla. La stessa magistratura ha più volte specificato che il sequestro era solo preventivo», ricorda A.C. «Il mio avvocato ha scritto alla Procura di Catanzaro inviando tutta la documentazione necessaria a dimostrare che questa attività è pulita e legale. Mi rendo conto che l’indagine è delicata, ma chiedo di poter tornare a lavorare e a guadagnare onestamente».
I sigilli sono stati posti un mese fa a tutta la catena in franchising Hempatia distribuita in Italia. Insieme al locale vastese la polizia di Vibo Valentia ha sequestrato altri 12 locali. Titolare dell’inchiesta è il procuratore distrettuale di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ha oscurato anche un sito internet che si occupava della vendita di migliaia di semi di canapa indiana definiti light. Né a Vasto, né nei comuni vicini risultano esserci indagati o arrestati. Le ordinanza di custodia cautelare riguardano 18 persone residenti in Calabria, ritenute responsabili di appartenere a un’associazione per delinquere dedita al narcotraffico gestita da Emanuele Mancuso. (p.c.)
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