Locali pieni per Pasqua Ma i prezzi sono alle stelle «L’agnello come il caviale»

24 Marzo 2024

È boom di prenotazioni nei ristoranti: via alla preparazione dei menù Costo delle materie prime aumentato: più 15% rispetto all’anno scorso

CHIETI. Una portata di agnello arriva a costare quanto il caviale, il pregiato prodotto da quasi 150 euro al chilo. Ma i teatini non rinunciano a sedersi al tavolo del ristorante nel giorno di Pasqua. Non si fanno sconti neppure il Lunedì dell’Angelo: ristoranti aperti e prenotazioni da tutto esaurito. È questo il dato che emerge nei locali della città, già alle prese con la preparazione dei menù per i giorni di festa e, soprattutto, con i conti. Quest’anno, infatti, il caro vita e l’inflazione mettono a dura prova anche l’acquisto delle materie prime. L’agnello, la portata d’eccellenza nel giorno di Pasqua, ha raggiunto prezzi da capogiro. E i costi dei menù di carne ne risentono: in media, infatti, non ci si siederà al tavolo senza lasciare minimo 40 euro a persona.
I PREZZI DELLA CARNE«Le materie prima sono arrivate alle stelle», dice Davide Morabito del ristorante Casamoro, in via Cesare de Lollis, «un prodotto di prima portata come l’agnello adesso lo paghi quasi quanto il caviale». E la carne di agnello il giorno di Pasqua non può di certo mancare sulle tavole. «È sicuramente la portata principale», continua il ristoratore, «dopo gli antipasti tipici, si parte con i tortelli ripieni all’agnello, poi di nuovo un secondo a base di agnello e dolci della tradizione». Aumentano, di conseguenza, i prezzi dei menù rispetto agli anni passati. «Ci sarà in media un 15 per cento in più rispetto agli anni scorsi», dice Morabito che per il giorno di Pasqua ha raggiunto da giorni la capienza massima nella sala da pranzo. «Le prenotazioni sono arrivate appena qualche giorno dopo la pubblicazione del menù». Sulla stessa linea anche Alessandra Di Paolo, chef del ristorante Futura, in piazza San Giustino: «I prezzi saranno più o meno come lo scorso anno ma con qualche rincaro perché, come tutto, le materie prime e di qualità sono aumentate. Ma non lucriamo sul cliente».
«NON SI LUCRA SUL CLIENTE»I prezzi dei prodotti aumentano, ma la parola d’ordine per i ristoratori è non approfittare dei clienti nel giorno festivo. «Non si può aumentare di molto il prezzo perché altrimenti le persone smettono di andare al ristorante», commenta Ivan Montino dell’omonimo locale in via Pescara, «gli aumenti sul prezzo al cliente sono stati davvero minimi, cerchiamo di rimanere sui 40 euro a persona per il menù, escluse le bevande». Ha dovuto rimandare indietro oltre duecento clienti il ristorante trattoria Fivilù: da giorni ha raggiunto la capienza massima della sala per il giorno di Pasqua. «Ci saranno cento persone», dice Gianni Bascelli, il proprietario, «proponiamo, come ogni anno, una portata di agnello perché è tradizione. Il prezzo del menù? Siamo sui 40 euro a persona, ma il prodotto a noi ristoratori è aumentato molto».
PIENO ANCHE A PASQUETTAIl boom di prenotazioni arriva anche per il lunedì dell’Angelo, giorno in cui di solito le famiglie preferiscono riunirsi e fare scampagnate all’aria aperta. «Siamo aperti perché sono arrivate le prenotazioni dei tavoli anche per questo giorno», racconta Raffaella Giampietro del ristorante Nino che nota anche lei gli aumenti. «Circa il 15 per cento in più rispetto allo scorso anno».
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