Lolli: «Giù le mani dal nostra Thales»

L’Abruzzo scende in campo e invia un documento al Governo. Summit in Provincia con tre rettori e tutta la politica
CHIETI. L’Abruzzo si stringe intorno alla Thales. Lo fa con un documento da inviare al governo stilato nel corso dell’incontro di ieri pomeriggio nella sala della Provincia voluto dalla Regione Abruzzo e, in particolare, dal vice presidente e assessore alla risorse produttive, Giovanni Lolli.
Il documento chiede un “confronto urgente con il Governo per una positiva soluzione che permetta il mantenimento e il potenziamento del polo tecnologico chietino rappresentato dal sito Thales, esempio di successo da oltre 40 anni di piena integrazione tra il mondo industriale e quello accademico».
Lolli, da sempre vicino al sito teatino Thales, ora occupato dai lavoratori in protesta contro lo smembramento, ha chiamato a raccolta a Chieti tutto l’Abruzzo che conta, per quanto riguarda il settore della ricerca, dell’università e dell’industria che fa innovazione. Perché è questo l’ambito in cui si muove Thales Chieti e se da questo settore sparirà l’insediamento teatino non saranno solo i 96 lavoratori Thales a rimetterci ma tutta la regione.
«Ci vogliono portare via uno dei gioielli di famiglia», ha detto Lolli, «e noi non subiremo in silenzio. Dimostreremo che la comunità abruzzese che si muove nell’ambito della ricerca si ribella a questa follia».
Oltre ai lavoratori e ai sindacalisti Thales, all’incontro intitolato “Abruzzo. (Dis)investire su ricerca e sicurezza?” erano presenti i rettori delle università abruzzesi, Carmine Di Ilio per Chieti-Pescara, Luciano D’Amico per Teramo e Paola Inverardi per L’Aquila. I rettori hanno confermato la volontà di andare avanti sulla strada delle collaborazioni con l’azienda, per far sì che la regione non perda un patrimonio così importante come quello racchiuso nell’insediamento di via Mattei.
Oltre ai rettori erano anche presenti diversi docenti accademici tra cui hanno preso la parola Vincenzo Stornelli dell’università aquilana e Fausto Croce della d’Annunzio. Erano inoltre presenti l’esperto di telecomunicazioni a servizio della difesa, Mauro Montanari, Stefano Ragazzi direttore del Laboratorio del Gran Sasso, Eugenio Coccia, rettore del Gran Sasso Science Institute, il ricercatore presso lo stesso istituto, Lorenzo Iello, Manola Di Pasquale presidente dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, Giuseppe Ranalli del Polo automotive, e l’esperto di terrorismo internazionale, Stefano De Angelis, che ha avuto modo più volte di esternare quanto considerasse miope la scelta di smembrare un sito industriale che si occupa di ricerca a servizio della difesa in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo.
Al tavolo, insieme a Lolli, erano presenti il sindaco Umberto Di Primio e, a nome della rappresentanza sindacale unitaria, Simone Di Nisio.
Per quanto riguarda la politica, c’erano il consigliere regionale Mauro Febbo, l’onorevole del Pd Antonio Castricone, i consiglieri comunali del Pd Chiara Zappalorto e Filippo Di Giovanni, il capogruppo di Chieti per Chieti, Luigi Febo, e i consiglieri del M5S, Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo. «La forza della vertenza Thales», ha ribadito il sindaco, «è rappresentata dal fatto che essa si muove con l’intero Abruzzo, con i vertici istituzionali regionali e locali, con i sindacati e i lavoratori, elemento che porteremo all’attenzione del tavolo del Governo grazie al documento che firmiamo oggi in cui viene spiegato che Thales Chieti è strategica per il resto del paese».
«Questa iniziativa non è solo la difesa di cento lavoratori», ha concluso Di Pirmio, «ma di un’intera regione che non è più quella di dannunziana memoria fatta di pastori e gente semplice ma è capace di fare impresa, innovazione e ricerca».

