Lorena, i due Centri antiviolenza: «Fate giustizia per questa donna»

ORTONA. «Nel rispetto della loro mission e dei principi dettati dalla Convenzione di Istanbul, i centri antiviolenza ortonesi chiedono sia fatta giustizia per la morte della loro concittadina...
ORTONA. «Nel rispetto della loro mission e dei principi dettati dalla Convenzione di Istanbul, i centri antiviolenza ortonesi chiedono sia fatta giustizia per la morte della loro concittadina affinché sia restituita alla vittima quella dignità negata per una morte violenta. L’uccisione di Lorena deve toccare le coscienze di tutta la comunità nel suo complesso, non può essere messa a tacere e deve urlare giustizia». Lo scrive in una nota l’Ats “Unite si può”, costituita dai Centri antiviolenza di Ortona “Non Sei Sola” e “Donn.è”. L’associazione chiede a gran voce giustizia per la morte di Lorena Paolini, 53 anni, tenendo così accesi i riflettori su un omicidio che ha scosso nel profondo la comunità ortonese. Il sodalizio «si stringe al dolore della comunità per la perdita della cara Lorena Paolini, in quanto donna uccisa per ragioni e per mano di persona ancora da chiarire ma che indica un atto di disprezzo della vita e di violenza che non può essere accettato dalla nostra società e a cui ciascuno di noi cerca di trovare una giustificazione per un atto di per sé ingiustificabile. In attesa di quanto le indagini potranno chiarire non siamo indifferenti di fronte all’ennesimo atto di violenza perpetrato nei confronti di una donna, ricordando a tutti noi come la violenza nel suo complesso e la violenza sulle donne è considerata una violazione dei diritti umani in cui quello che accade a livello interpersonale ha un significato che va al di là della persona che le subisce».
Lorena Paolini era stata trovata morta lo scorso 18 agosto nella sua abitazione in contrada Casone con evidenti segni di strangolamento, come ha accertato l’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio. Lunedì scorso, dopo due settimane, la Procura di Chieti aveva dato il via libera al funerale al quale era presente anche Andrea Cieri, marito di Paolini, unico accusato di omicidio volontario. Una delle ipotesi è che la donna sia stata uccisa con il guinzaglio del suo cane. Già nelle ore successive alla scoperta del cadavere, dopo il sopralluogo della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Chieti, i carabinieri hanno sequestrato l’appartamento in cui si è consumato il delitto, compresi gli oggetti trovati in casa. Tra questi c’è il guinzaglio di “Orso”, il cane che Lorena adorava e con cui faceva lunghe passeggiate al mare. Toccherà al medico legale stabilire l’eventuale compatibilità di quegli oggetti – a partire, appunto, dal guinzaglio – con il solco trovato sul collo della donna.

