Luci pubbliche, calo di intensità «Risparmiamo tenendole accese»

L’ente passa dai 106 mila euro di agosto ai 101mila di settembre con giornate corte e scuole aperte E l’albero in piazza, con la illuminazione avanzata, consuma quanto la lampadina di un lampione
LANCIANO. Una riduzione dell'intensità della pubblica illuminazione che va dal 5 al 10% a seconda delle zone, ma che ha consentito «di non spegnere le luci nemmeno per un minuto» e di «non privare nessuna zona della città dell'illuminazione». È partita da ottobre la lotta dell'amministrazione comunale al caro bollette, un'operazione di monitoraggio alle spese delle strutture comunali e dei vari settori di Palazzo di città che l'assessore alle finanze, Danilo Ranieri, ha definito «chirurgica» e che sta comprendendo, da qualche settimana, anche la pubblica illuminazione.
«Siamo partiti dagli uffici comunali», spiega Ranieri, «chiedendo su base volontaria ai dipendenti di non accendere le termostufe che abbiamo ritrovato sia negli uffici che in diverse altre strutture e di eliminarle dagli uffici. Adesso ci stiamo rivolgendo anche alle scuole e ad altre strutture comunali perché se abbiamo aderito con successo alla direttiva Cingolani che ha fatto abbassare di due gradi il riscaldamento massimo consentito negli ambienti pubblici (19-21° è la media massima adottabile, ndc) non avrebbe senso far funzionare condizionatori e termostufe che peraltro consumano sensibilmente di più. Se si sente freddo, così come in casa, basta mettersi un maglione in più. La nostra», prosegue Ranieri, «vuole essere un’operazione di moral suasion perché abbiamo l'esigenza di risparmiare. Chiediamo di usare la stessa accortezza che si avrebbe per la propria abitazione dove se esco da una stanza non lascio la luce o il pc accesi e dove non vado girando in maniche corte con il riscaldamento a palla».
Sulle strade l'abbassamento di intensità si nota solo in alcuni punti, ma, afferma l'assessore e vicesindaco, «siamo riusciti a effettuare riduzioni significative solo in parti abbondantemente illuminate, come ad esempio il Corso, in altre la riduzione è davvero minima». E i risultati si sono già visti. Ad agosto la bolletta energetica del Comune segnava un conto monstre di 106mila euro, mentre a settembre, con l'accorciamento delle giornate e la riapertura delle scuole, si è fermata a 101mila euro.
E per lo scenografico albero di Natale di piazza Plebiscito che spesa ci sarà? «Abbiamo usato la migliore tecnologia», tranquillizza Ranieri, «l'albero di Natale è tutto a led per un chilometro e 200 metri di luci e 9.240 lucette, per un consumo che corrisponde a quello di una lampadina di un lampione di piazza. Anche per il Natale», conclude Ranieri, «siamo stati molto attenti a calibrare e prevedere le spese. Ma la nostra volontà era accendere l'anima della città per le festività e portare le persone a incontrarsi, sia per rivitalizzare il commercio, ma anche per una questione culturale e spirituale. D'inverno non si ha voglia di uscire e di incontrarsi al buio, quindi ben vengano i led e le luci di Natale».
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