Luminarie, pagano i negozi E i detenuti fanno 42 alberi

6 Dicembre 2017

Memmo: lo sorso anno problemi con gli addobbi lungo le strade della città Di Nella: al progetto hanno partecipato anche i reclusi in regime di alta sicurezza

LANCIANO. Memori del triste Natale dello scorso anno, i commercianti hanno messo mano al portafoglio e pagato le luci che abbelliscono i portici comunali, corso Trento e Trieste, corso Bandiera, via Filzi, via Battiti, piazza Pace, piazza Garibaldi. Ma il tocco in più, è dato da ieri dai 42 alberelli fatti dai detenuti del carcere di Lanciano, su commissione del Consorzio le vie del commercio e Ascom, messi sul corso.
LE VIE DEL COMMERCIO. «Dalla scorsa estate», dice Fausto Memmo, presidente Ascom Abruzzo Lanciano e membro del Cda delle Vie del Commercio, «ci chiedevamo come fare per rendere più belle le nostre strade durante il periodo natalizio, visto che lo scorso anno ci sono stati molti problemi con le luci, senza dimenticare il sociale. È nato così il progetto “Natale-luce e vita”, tra il consorzio Le vie del commercio, Ascom e la Casa circondariale di Lanciano, che vede i detenuti alle prese con la realizzazione di alberelli che da ieri abbelliscono il corso». «Sono 42 alberi alti due metri, in ferro verde, illuminati da 1.200 luci a led», spiega il presidente del Consorzio, Fausto La Morgia, «che i detenuti hanno realizzato in 10 giorni. Negli alberi c’è tutto il messaggio di pace, luce e speranza del Natale». Idea piaciuta ai commercianti tanto che i 42 alberi non hanno soddisfatto tutte le richieste di acquisto. Entusiasti i detenuti che per finire gli alberi sono rimasti a lavoro oltre le ore stabilite. «È un bellissimo progetto», dicono il capo commissario Gino Di Nella e il responsabile dell’area educativa del carcere, Filippo Rossi, «perché così i detenuti fanno vedere il buono che c’è in loro, riaccendono quella luce che li può condurre verso un reale cambiamento. Un lavoro a cui hanno partecipato anche i detenuti di alta sicurezza di solito esclusi dai progetti». Che poteva essere ancora più grande se il Comune avesse scelto il progetto dell’albero in piazza presentato dal consorzio a cui i detenuti avrebbero collaborato.
L’ALBERO IN PIAZZA. «Avevamo partecipato al bando per l’albero ecosostenibile in piazza Plebiscito», dice Memmo, «il nostro era un progetto del maestro scenico Filippo Iezzi e sarebbe stato realizzato insieme ai detenuti. Era un albero modulare, riutilizzabile e con un fine sociale. Non siamo stati scelti». A vincere è stato l’albero “senziente” dell’Associazione Arena7. È un albero fatto con bancali di legno usati a livello industriale ed è illuminato con luci a led particolari: si illuminano in base ai sentimenti delle persone. Tramite una app e un sito dedicato, infatti, chiunque potrà esprimere il proprio sentimento; a questo corrisponde un colore, quello predominante colorerà l’albero. Sarà acceso domani alle 18.45. Un albero che finora divide
LA PISTA DI GHIACCIO. Si chiude poi la diatriba Comune-Pro loco e pista di giacchio. Che viene montata sul lato di piazza Plebiscito dove c’era l’edicola dopo il via libera della Soprintendenza. Location non condivisa dalla Pro loco, che pure non era legata al progetto, che ha annullato gli eventi del villaggio di babbo Natale e del concerto gospel. «A dieci giorni dall’evento Villaggio di Babbo Natale programmato da maggio», dice l’assessore al commercio Francesca Caporale, «la Pro loco Lanciano ne ha comunicato formalmente l’annullamento. È un comportamento che stigmatizziamo e che denota scarsa serietà da parte dei responsabili di questa scelta, irrispettosa nei confronti della città e dei commercianti».
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