Lungomare ancora a pezzi Lavori dopo la riapertura

11 Luglio 2015

Il tratto di 180 metri inaugurato ad aprile dopo due anni di chiusura ai pedoni La giunta: altri interventi necessari sulla strada e al muro di contenimento

VASTO. È stato inaugurato, “rattoppato”, ma è ancora da completare. Non è ancora perfettamente funzionale il tratto nord del lungomare Cordella, riaperto i primi di aprile dopo alcuni interventi di messa in sicurezza costati 50mila euro. Lavori in “economia”, dissero gli amministratori comunali, quelli necessari per rendere di nuovo fruibile la panoramica passeggiata che costeggia il monumento alla Bagnante: 180 metri di percorso pedonale rimasto chiuso per circa due anni a causa delle profonde buche che costellavano quel tratto, provocate dall’ erosione marina. Fatto sta che a distanza di appena tre mesi dall’inaugurazione, la giunta comunale ha formulato un nuovo atto di indirizzo al dirigente del primo settore per gli adempimenti necessari.

Secondo l’esecutivo per rendere l’opera pubblica perfettamente funzionale «bisogna concludere delle lavorazioni strettamente necessarie e precisamente: il completamento del muro con mattoni a faccia vista nella zona della scalinata recentemente ristrutturata, il rifacimento del manto stradale con ricariche di Bynder dove necessita e il tappetino di conglomerato bituminoso dello spessore di centimetri 3 per l’intero tratto».

La spesa per questi ulteriori interventi è stata quantificata in 17.500 euro che vanno ad aggiungersi alle 50mila euro del precedente appalto aggiudicato alla ditta Asfalti Trigno che non contemplava l’impianto di illuminazione.

Insomma, il lungomare, che ha mostrato un primo avvallamento della sede stradale a distanza di appena tre settimane dalla sua riapertura (prontamente “rattoppato” con un tappetino di catrame), ha bisogno di ulteriori interventi. Saranno quelli definitivi? Difficile pensare che possa essere così. Anzi, sulla tenuta del percorso sono in tanti a nutrire forti perplessità. Gli interventi effettuati finora sono consistiti nella sostituzione della vecchia ed arrugginita ringhiera (parte della quale finita in mare) con una nuova balaustra e nel riempimento delle profonde buche che costellavano il percorso, cinque nel raggio di cinquanta metri.

Insomma, niente a che vedere con l’originale progetto redatto dai tecnici comunali durante la gestione dell’ex assessore Corrado Sabatini che, oltre ad alcune opere di consolidamento, prevedeva l’abbattimento del vecchio depuratore e la posa in opera della pavimentazione al posto della striscia di asfalto che campeggia lungo l’intero tratto.

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