Lupa investita, sopralluogo a Torre Sansone

Gli esperti: «Mai segnalata la presenza qui. Animale confuso dal traffico o non conosceva la zona»
LANCIANO. I tre studiosi del Cisdam (Centro italiano di studi e documentazione degli ambienti mediterranei) di Rosello ed esperti di lupi, Mario Pellegrini, Mirco Masciovecchio e Francesco Pinchera, hanno effettuato ieri un sopralluogo in contrada Torre Sansone, nella zona dove alla vigilia di Natale è stato investito e ucciso un lupo. «Stiamo ricostruendo la distribuzione dei lupi nella nostra provincia e finora non avevamo segnalazioni della presenza di questi splendidi esemplari a Torre Sansone, ma più a valle», spiegano. I tre esperti attendono di poter avere anche un campione di peli del lupo, un esemplare femmina di lupo appenninico. «L’esemplare ucciso ha tutte le caratteristiche del lupo appenninico», spiega Pellegrini, «la colorazione è prevalentemente marrone chiaro con sfumature bianche, ha le strisce scure sulla parte superiore delle zampe anteriori, coda tozza e pelosa, testa e piedi grandi. Un esemplare puro, nessuna forma ibrida. Da capire come mai era nella zona e se era in coppia, come dicono i residenti e come logico che sia, visto che i lupi, che erano in estinzione, si muovono in branchi o almeno in coppia».
Il lupo, che caccia prevalentemente di notte, spiega l’esperto, è un animale molto intelligente, conosce i sentieri che percorre e pare strano che sia stato sorpreso dalla presenza del cancello di una casa sul sentiero da fare e poi non sia riuscito ad evitare l’auto. «O la lupa è stata confusa dal traffico», ipotizza Pellegrini, «oppure non conosceva la zona, che quindi non frequenta abitualmente. Nell’attraversare ha quindi trovato il cancello e non il sentiero che porta verso il Feltrino. Non deve esserci alcun allarmismo o paura tra i residenti: i lupi non attaccano l’uomo». I lupi, infatti, cacciano i cinghiali che sono presenti in abbondanza in zona, come sulla costa. Lupi sono stati infatti avvistati a Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, nelle campagne di Mozzagrogna e Atessa. Insomma la presenza di questi animali a Lanciano e sulla costa è determinata soprattutto da quella dei cinghiali, come 150 anni fa nelle stesse zone era determinata dalla presenza dei tratturi, percorsi dalle pecore.
Teresa Di Rocco
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