Lupo investito va a morire in un giardino

San Vito Chietino. L’animale travolto da un’auto: l’agonia nell’area verde di una casa di Castellana
SAN VITO CHIETINO. È stato trovato morto in un podere privato in località Castellana di San Vito, a poche decine di metri dalla statale 84 che da Lanciano collega al mare, un esemplare di lupo maschio adulto. L’animale aveva una vistosa ferita alla testa e, come accertato successivamente dal personale tecnico intervenuto, la sua morte è riconducibile a un investimento da parte di un'auto. Il lupo non è morto subito in seguito al violento impatto, ma con ogni probabilità si è diretto agonizzante lontano dalla strada in un giardino di una delle abitazioni della zona. Il mammifero è stato trasferito per accertamenti nella sede lancianese dell’Istituto zooprofilattico di Teramo.
A dare l’allarme sono stati i residenti. Sul posto ieri sono arrivati i tecnici del Servizio ambiente e tutela animali del Comune di San Vito Chietino assieme al veterinario della Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti, Bianca Maria Sulpizio, per il recupero e trasporto della carcassa.
Non è la prima volta che nella zona si nota la presenza di lupi. In passato, proprio nella zona di Torre Sansone, tra Lanciano e San Vito erano stati avvistati un paio di esemplari. E uno di loro, una femmina, è stata investita lungo la strada di Torre Sansone nel dicembre 2016. Un’auto non era riuscita ad evitare l’impatto di quello che in un primo tempo era sembrato un cane. Una volta notato il colore del pelo e la dimensione dei denti ci si è resi conto che si trattava invece di un esemplare adulto di femmina di lupo. Secondo l’esperto Mario Pellegrini, naturalista del Cisdam (Centro italiano di studi e documentazione degli ambienti mediterranei) di Rosello, non è del tutto inusuale imbattersi in questi mammiferi sulla costa. In base agli studi effettuati nella provincia è stata accertata la presenza di lupi fin a Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino. Alcune tracce sono state rilevate nelle campagne di Mozzagrogna e Atessa. Nell’oasi di Serranella da 6 anni è stata certificata la presenza di sei lupi.
I mammiferi scendono a valle spinti soprattutto dalla massiccia presenza di cinghiali che per il 75% costituisce la loro dieta assieme a caprioli, piccoli mammiferi e uccelli. Secondo gli studi di Pellegrini i lupi stanno ricolonizzando le zone frequentate 150 anni fa quando, grazie alla presenza dei tratturi e del passaggio delle greggi di pecore, questi animali erano presenti soprattutto a valle.
Daria De Laurentiis
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