M5S: irregolare la vendita della farmacia di Filippone

27 Ottobre 2018

Argenio: «Il Comune sta sbagliando strada, le leggi nazionali non lo permettono» Ieri la commissione che ha dato l’ok, lunedì la decisione del consiglio comunale

CHIETI. «Il Comune non può vendere la farmacia comunale. Perché la strada scelta per la vendita è irregolare». A sollevare la questione ieri nel corso della commissione comunale bilancio è stato il consigliere del Movimento 5 Stelle Ottavio Argenio. Che spiega: «La legge vigente è chiara. Non si può vendere soltanto il diritto a esercitare l’attività di farmacia, perché nel momento in cui si vende una farmacia comunale va ceduta anche l’azienda. Ma quel complesso di beni, materiali e immateriali, che costituiscono l’azienda, sono di proprietà di Chieti Solidale e non del Comune. L’ente, però, essendo il proprietario sulla carta, è però il soggetto titolato a vendere, pur non avendo alcun bene aziendale da vendere».
La questione è stata sollevata nel corso della commissione presieduta da Marco D’Ingiullo, alla quale hanno preso parte anche il sindaco Umberto Di Primio e il direttore di Chieti Solidale Angelo Romano. Dalla maggioranza, però, è stato risposto che non c’erano problemi, perché il trasferimento ha come oggetto l’azienda. Non è stato chiarito, però, cosa si intenda per azienda. «Non c’è un’organizzazione aziendale che fa capo al Comune», continua Argenio, «immobile, dipendenti, scorte di magazzino: è tutto di Chieti Solidale. In questo modo, invece, il Comune non vende null’altro che il diritto ad aprire la farmacia».
E intanto lunedì prossimo la vendita di una delle tre farmacie comunali arriva in consiglio comunale. La scelta è caduta su quella di Filippone, che l’amministrazione comunale ha appena fatto stimare per capirne il valore. Le 26 pagine della perizia firmata dall’Assofarm di Roma concludono dicendo che il valore si aggira al massimo sui 1,3 milioni di euro. Delle tre farmacie comunali (Filippone, Tricalle e Chieti Scalo), il sindaco Umberto Di Primio ha deciso di sacrificare quella che fa meno incassi. La farmacia scalina è quella che fa registrare i maggiori volumi, con incassi pari a 1.888.765 euro, tra vendite di farmaci alla Asl e agli utenti. Poi segue quella del Tricalle, con 1.437.540 di euro, e infine c’è quella di Filippone, i cui incassi non arrivano al milione di euro, fermandosi a 985.545 euro.
Ma per tenere in piedi il bilancio traballante dell’ente, il Comune deve fare in fretta a vendere la farmacia. La Corte dei Conti guarda da vicino le scelte di politica economica e finanziaria dell’ente e chiede maggiore rigore. Soprattutto per quanto riguarda le entrate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA